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Scontro tra Galletti (M5S) e l’ex sindacalista Casati sulle precarie di Piaggio

Scontro tra Galletti (M5S) e l’ex sindacalista Casati sulle precarie di Piaggio

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PONTEDERA. Botta risposta tra la candidata alla presidenza della Regione per il Movimento 5 Stelle, Irene Galletti e l’ex sindacalista della Uilm Uil, oggi presidente dell’Inps Pisa, Marcello Casati.

Oggetto dello scambio di opinioni a distanza, la situazione delle operaie che hanno occupato il tetto del palazzo blu a Pontedera per chiedere il reintegro alla Piaggio dopo oltre dieci anni di contratti a termine. «In tempi rapidissimi abbiamo portato la causa delle lavoratrici Piaggio di Pontedera al Ministero del Lavoro, che ha convocato a Roma l’azienda – ha scritto Galletti dopo l’incontro tra Piaggio e rappresentanti del ministero del lavoro – Piaggio si è resa disponibile a lavorare con i sindacati più rappresentativi, per cercare di trovare le soluzioni sul territorio per concordare azioni future».

Dopo quell’intervento, Casati ha detto che «una volta questi “casi” venivano risolti a Pontedera o al massimo a Firenze. È come se, per un mal di denti, si chiedesse di essere ricoverati in ospedale. Galletti dovrebbe sapere che ad avere questo mal di denti sono a migliaia di lavoratori in Toscana e di loro nessuno ne parla: anche se i sindacati e le parti datoriali cercano di superare il problema causato dai politici, poco svezzati, attraverso il decreto dignità. Un decreto con finalità giuste ma ingestibile».

Parole a cui ha risposto la consigliera regionale M5S: «Trovo sinceramente incomprensibile il livore con il quale Marcello Casati ha commentato l’apertura all’ipotesi di stabilizzazione delle lavoratrici dell’azienda di Pontedera». E ancora, «mi sarei aspettata un plauso, non un attacco nei confronti di chi ha tentato di dar voce a 30 lavoratrici in gravi difficoltà. Mi sarei aspettata un plauso al decreto Dignità, che ha il merito di provare a sconfiggere il precariato». Poi ha aggiunto: «L’avversione politica di Casati nei confronti di chi quel decreto lo ha scritto e difeso gli rende impossibile un’analisi obiettiva».

«Vede consigliera regionale Galletti e attuale candidata a governare la Toscana – ha ripreso Casatri – Se di una cosa mi sento fiero è non avere mai confuso la mia idea politica con il ruolo di sindacalista a difesa dei lavoratori attivi e oggi dei pensionati. Infatti, nella premessa della mia precedente lettera alla stampa, ho evidenziato che i lavoratori hanno il pieno diritto di recriminare un posto di lavoro sicuro. La cosa che lei dovrebbe capire è che il decreto dignità non aiuta certamente questi lavoratori e neppure le altre migliaia sparsi per la Toscana». Casati ricorda un episodio: «Molti anni fa, dopo una raccolta di firme fella Uilm per tutelare i part-time verticali, chiesi all’allora ministro del lavoro, Cesare Damiano di poterlo incontrare per consegnargli le firme. Mi disse di sì, ma a una condizione: che a consegnarle fosse tutto il sindacato, unitariamente, poiché un ministro non può e non deve essere di parte. Quella cosa mi ha aperto gli occhi e il cervello. Spero che altrettanto succeda anche a lei». —

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