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Pontedera

Coronavirus, vacanza a incubo: «Noi, “prigionieri” alle Canarie a causa del blocco dei voli»

Marco Sabia
Coronavirus, vacanza a incubo: «Noi, “prigionieri” alle Canarie a causa del blocco dei voli»

La disavventura di due coppie fucecchiesi a Fuerteventura: «Disposti a fare scalo in un altro Stato e poi alla quarantena»

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FUCECCHIO. Quando sono partiti, mai avrebbero immaginato di rimanere “prigionieri” nel luogo che avevano scelto per le loro vacanze: quattro fucecchiesi, all’interno di una comitiva di trenta toscani, sono attualmente fermi a Fuerteventura, una delle splendide isole delle Canarie spagnole. . Motivo di tutto ciò la scelta del governo spagnolo di bloccare i voli per l’Italia e dall’Italia fino al 25 marzo, una decisione che sta impedendo a questi turisti di fare ritorno a casa. La Spagna ha sospeso i voli da e per la Spagna due giorni fa, mentre gli ultimi turisti di questa comitiva sono partiti tre giorni fa, cioè il 9 marzo.

Va da sé che sono finiti in un imbuto dal quale pare complicato uscire, se non aspettando la riapertura dei voli (Ryanair ha sospeso le tratte fino all'otto aprile). Solo che stare un mese in più da turisti “forzati” diventa difficile, sia per un discorso di spese e soprattutto perché queste persone devono fare rientro a lavoro.
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«Nel nostro caso lunedì ci hanno fatto partire – racconta Cristina Cecconi – e poche ore dopo essere arrivati la Spagna ha bloccato i voli. Abbiamo chiamato la Farnesina e il consolato ma non riusciamo ad avere informazioni chiare per capire come muoverci; siamo disposti a fare scalo in un’altra nazione, a sottoporci alla quarantena al ritorno, l’importante è poter ritornare in Italia. Non possiamo permetterci di rimanere oltre. Ci hanno per ora proposto il rimborso del biglietto ma se non possiamo tornare a casa a cosa serve?».

Cristina si trova a Fuerteventura insieme al marito Fabio Taddei, entrambi dipendenti di Unicoop; lì vicino c’è un’altra coppia di fucecchiesi, Ombretta Frediani e Giulio Gallastroni. Pur di trovare una soluzione, questi turisti si sono rivolti anche a giornalisti e avvocati del luogo, che ne hanno raccolto le rimostranze.

Ombretta, ad esempio, ha spiegato «che ci sono persone che devono tornare in Italia, perché qui non si trovano le medicine di cui hanno bisogno per vivere».
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Ieri il gruppo è andato in aeroporto, assistito da un avvocato locale; le compagnie hanno offerto al massimo il rimborso del biglietto, sebbene il personale della struttura si sia dimostrato comprensivo. Alcuni spiragli si sono aperti poi nella tarda serata di ieri, quando la comitiva è stata ricevuta dal responsabile dello scalo insieme a personale del consolato italiano, allo scopo di organizzare un volo speciale.

La situazione è così in perenne mutamento che sono a rischio pure le partite di Europa League sull’asse Italia-Spagna: il Getafe non andrà a Milano per giocare con l’Inter, la Roma non ha ottenuto l’autorizzazione per volare a Siviglia.

La cintura che gli altri Stati europei stanno stringendo attorno all’Italia sta facendo diventare complicato ogni spostamento, anche quando si tratta di rientrare nel proprio stato di appartenenza. Fuerteventura è un’isola che da tempo ospita moltissimi turisti italiani, alcuni dei quali vi hanno acquistato un’abitazione per trascorrerci alcuni periodi dell’anno, sfruttando il fatto di un clima favorevole e di un costo della vita minore. —

 

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