Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, stop alla protesta: giù dal palazzo blu. L’obiettivo ora è la firma di 29 contratti

Pietro Mattonai
Piaggio, stop alla protesta: giù dal palazzo blu. L’obiettivo ora è la firma di 29 contratti

Soluzione più vicina per la vicenda delle lavoratrici e dei lavoratori precari. Piaggio: sindacati al tavolo con l’azienda

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Pontedera. Da ieri, gli operai e le operaie ex Piaggio che avevano occupato il tetto di Palazzo blu a Pontedera hanno abbandonato il loro presidio. Una decisione sofferta, ma che sembra essere il preludio al lieto fine di una vicenda che, ormai, va avanti da un mese. «Scendiamo perché siamo consapevoli e perché abbiamo ricevuto delle garanzie – dice Alessandra Benvenuti – si è parlato di contratto a tempo indeterminato per tutti e 29 i lavoratori e le lavoratrici».

UN PASSO INDIETRO

La storia degli operai ex Piaggio, allontanati dall’azienda della Vespa nel maggio dello scorso anno dopo aver raggiunto il tetto di rinnovi contrattuali, sembra essere arrivata finalmente ad un bivio. Dopo le proteste seguite immediatamente al licenziamento, la scelta di occupare il tetto del palazzo blu, stabile della zona industriale di viale Africa e di proprietà della Blue Palace Srl. Quest’ultima, partecipata dal gruppo Braccianti di Vicopisano, nei giorni scorsi ha anche fatto sapere di aver denunciato gli occupanti dell'edificio, lamentando danni di immagine e costi di energia illegittimi. Una denuncia che, vista la scelta degli operai, potrebbe rientrare.

VERSO IL CONTRATTO

Dunque, dopo settimane di occupazione del tetto del palazzo blu, è proprio Alessandra Benvenuti, delegata dell’Unione sindacale di base, a spiegare i motivi che hanno spinto a terminare la protesta. «La scorsa settimana c’è stato un incontro positivo a Roma tra Piaggio e il ministero del Lavoro – racconta – proprio il ministero, insieme alla consigliera regionale Irene Galletti, si è impegnato a fare da garante affinché si passi dalle parole ai fatti». Lo staff del dicastero, guidato dalla pentastellata Nunzia Catalfo, si è proposto come garante di una pronta risoluzione della situazione degli operai ex Piaggio, con la proprietà che si è dimostrata pronta a soddisfare le loro richieste. E per passare dalle parole ai fatti, per gli ex dipendenti, si parla di una cosa sola; un contratto a tempo indeterminato. «La proprietà si è espressa in questo senso e ha detto che si occuperà della loro situazione, arrivando presto a una soluzione condivisa – continua – sia Piaggio, sia il ministero hanno la lista con i nomi dei 29 operai: adesso serve un contratto, non una semplice deroga al Decreto dignità».

SCELTA DI BUON SENSO

Alle garanzie fornite ai lavoratori per la messa in regola della loro situazione occupazionale, si è aggiunta anche l’emergenza sanitaria legata al coronavirus che, per forza, ha interrotto la protesta. «Abbandoniamo il tetto anche per questo motivo – spiega Benvenuti – è una scelta sofferta, avremmo preferito rimanere, ma dobbiamo tutelare la salute di tutti». Quel che è certo, per la delegata Usb, è che se non dovessero arrivare i contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolte, le iniziative di protesta non si faranno attendere. «La condizione imprescindibile per un accordo è la firma di 29 contratti a tempo indeterminato – puntualizza – se così non fosse, l’occupazione del tetto del palazzo blu, in confronto alle future iniziative e manifestazioni, sarebbe una cosa di poco conto».

USB E GLI ALTRI

Alla partita principale, però, l’Usb non ci sarà. Dopo aver sostenuto costantemente la causa degli ex operai Piaggio, il sindacato di base non si unirà alla delegazione che si confronterà con la Piaggio per concludere la vicenda. «L’Usb non è la benvenuta al tavolo – dice Benvenuti – ma non vogliamo certo far dispetti agli altri per un capriccio: non giochiamo sulla pelle degli operai». Lo scontro, più o meno latente, con le altre sigle (Fiom, Fim, Uil) è ormai in corso da tempo, sottolineato anche dalle parole dell’assemblea generale della Cgil di Pisa di qualche giorno fa. «I confederali che hanno parlato spesso sui giornali dei lavoratori non sono mai stati accanto a loro – commenta – l’Usb, al contrario, ha avuto la forza e il coraggio di stare sempre al loro fianco». Prima di rompere le righe, quindi, la promessa di Benvenuti. «Saremo con le lavoratrici e i lavoratori fino alla firma del contratto – conclude, commossa – non li abbandoneremo fino a quel giorno». —

 

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