Il Tirreno

Pontedera

PISA

Condannato marito violento minacce e delirio in diretta Fb

Pietro Barghigiani
Gli oggetti lanciati dalla finestra della cucina dall’uomo durante l’aggressione alla moglie
◗
Gli oggetti lanciati dalla finestra della cucina dall’uomo durante l’aggressione alla moglie

Pena di 3 anni e 2 mesi per un muratore colpevole di aver picchiato la moglie. Oltre ai maltrattamenti riconosciuto anche il sequestro di persona

2 MINUTI DI LETTURA





VICOPISANO. Colpevole per tutti i reati. Dal sequestro di persona alle lesioni, dalle minacce ai maltrattamenti fino ai danni alla caserma dei carabinieri. E pure per la detenzione di cocaina il giudice ha condannato il muratore 31enne marocchino in carcere da dicembre dopo aver aggredito, con tanto di video postato in diretta su Fb, la moglie in un appartamento a San Giovanni alla Vena.

Il giudice Grazia Maria Grieco ha condannato l’immigrato(omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) a 3 anni e 2 mesi di reclusione (il pm onorario Massimiliano Costabile aveva chiesto 3 anni e 8 mesi) riservandosi sulla richiesta del difensore, l’avvocato Gabriele Dell’Unto, di concessione degli arresti domiciliari. Il suocero si era detto disposto ad accoglierlo anche per la richiesta della figlia che di fatto lo aveva perdonato, di sicuro sminuito come responsabilità delle sue azioni violente in una sera di dicembre di urla e farneticazioni.

Nella precedenza udienza la moglie, diploma liceale e addetta alle pulizie, aveva cercato di minimizzare le responsabilità del marito.

«Quella sera stava guardando la tv e all’improvviso iniziò a dire che vedeva sua madre – aveva riferito la donna –. Non voleva ammazzarmi. Gli oggetti lanciati dalla finestra erano solo per richiamare l’attenzione. Ha iniziato a dire che ho altri uomini e a insultarmi. Mi ha spogliata, ma quando ha girato il video col cellulare in parte mi ero rivestita. Sì, mi ha anche minacciata con un coltello alla gola e strappato anche ciocche di capelli». Quello che non poteva non dire è rimasto agli atti. Le dichiarazioni fatte ai carabinieri nell’immediatezza dell’intervento furono disinnescate in parte, anche se il contesto non poteva essere ridimensionato più di tanto.

L’imputato l’aveva spinta contro la finestra per poi batterle la testa sul davanzale.

Per l’accusa avrebbe pure cercato di buttare di sotto la moglie preso dal delirio di un consumo di droga che gli aveva fatto perdere ogni barlume di ragione.

«Litigavamo per la casa perché a me non piace stare lì – aveva aggiunto la donna –. Lui prima era a posto, altrimenti non lo avrei sposato. Ci sono stati litigi, ho chiamato anche i carabinieri. Pure io l’ho offeso e gli ho messo le mani al collo. Quella sera di dicembre ho pensato che avesse avuto un’allucinazione dovuta alla droga e non volevo che la storia venisse fuori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa