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Operaie sul tetto, i sindacati: cambiate il Decreto dignità

Operaie sul tetto, i sindacati: cambiate il Decreto dignità

Appello ai politici dai segretari di Fiom, Fim e Uilm per evitare lo tsunami di posti Allarme per i prossimi mesi: «Con la crisi si prevedono mille precari a rischio».

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PONTEDERA. O modifica del Decreto dignità o accordo di prossimità. È questo il bivio da cui passa il futuro delle lavoratrici che stanno portando avanti il presidio sul tetto del palazzo blu a Pontedera per chiedere il reintegro in Piaggio dopo oltre dieci anni di contratti a termine. Nella conferenza stampa delle segreterie di Fiom, Fim e Uilm è stato detto chiaramente. Così com’è stato evidente il segnale di allarme in fatto di precariato per la provincia di Pisa: «Si rischiano mille posti di lavoro nei prossimi mesi tra interinati e contratti a termine».

Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom Cgil, insieme ai colleghi Samuele Nacci della Uilm Uil e Claudio Garzotto della Fim Cisl hanno detto a chiare lettere che non ci sono solo le operaie ex Piaggio in ballo, le quali avrebbero la priorità, in base all’anzianità, per essere richiamate in azienda e, dopo il passaggio entro la fine del 2021 dei 65 part-time verticali in lavoratori a tempo pieno, di essere prese in considerazione per un’assunzione. «Oltre a loro ci sono le centinaia di interinali chiamati da Piaggio in questi anni – dicono i sindacalisti – ma ci sono anche i tantissimi interinali e contratti a termine che, con la crisi economica in corso, rischiano di perdere il posto. Sempre a causa del Decreto dignità che dà la possibilità alle aziende di sostituire chi ha raggiunto il tetto di rinnovi dei contratti a tempo determinato con altri lavoratori precari. Chiediamo ai politici di ogni schieramento, compresi quelli che sono andati a portare la solidarietà sul tetto alle operaie, di lavorare velocemente al cambiamento del Decreto dignità. Altrimenti dovremo fare accordi in deroga con ogni azienda della zona, Piaggio e Continental comprese».

Un’operazione che giudicano non facile e che avrebbe tempi lunghi. Sicuramente non in linea con lo tsunami che, secondo loro, sta per arrivare.

«Le responsabilità di questa propagazione della precarietà sono sicuramente da imputarsi, per quanto riguarda Piaggio, alla volontà dell’azienda di non recepire lo scorso anno una proposta unitaria dei sindacati che prevedeva il progressivo ingresso in azienda dei lavoratori ancora presenti nel bacino concordato nel precedente integrativo del 2009 con un contratto di part-time verticale – proseguono i segretari – ma soprattutto sono dovute agli effetti deleteri del cosiddetto Decreto dignità, una legge nata per arginare il fenomeno della precarietà ma che invece sta producendo effetti esattamente contrari».

Ma i segretari di Fim, Fiom e Uilm aggiungono: «Se saremo convocati dalla Regione o meglio ancora dal Ministero, diremo una cosa molto semplice: “Ci chiamate per trovare una soluzione che prevede una deroga ad una legge sbagliata che avete fatto voi politici. Sarebbe molto più semplice se anziché convocarci, cambiaste la legge”».

E poi, all’Usb Comparini, Garzotto e Nacci lanciano un’accusa ben precisa: «Hanno speculato sulla situazione delle operaie portandole sul tetto del palazzo blu nel giorno dell’inizio del referendum, quando hanno capito che l’accordo integrativo sarebbe passato per il raggiungimento del quorum. E sapendo che nell’accordo era inserito un capito specifico per i precari, hanno cercato di forzare la mano, sapendo che non avrebbero risolto nulla». —

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