Il Tirreno

Pontedera

OCCUPAZIONE 

Si apre uno spiraglio per il caso delle 30 lavoratrici Piaggio sul tetto

Sergio Braccini e Pietro Mattonai
La protesta delle lavoratrici precarie della Piaggio sul tetto del palazzo blu (foto silvi)
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La protesta delle lavoratrici precarie della Piaggio sul tetto del palazzo blu (foto silvi)

Nell’incontro al Ministero da parte dell'azienda è emersa la disponibilità a un’ipotesi d’accordo  (già prevista nell’integrativo) per cercare una soluzione in deroga al “Decreto dignità”

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PONTEDERA. La questione delle ex lavoratrici della Piaggio è sbarcata al ministero del Lavoro e, presto, potrebbe arrivare a un punto di svolta. A Roma, il dossier sulle operaie precarie dell’azienda della Vespa è arrivato finalmente sul tavolo del dicastero guidato dalla pentastellata Nunzia Catalfo.

Anche se, tra le nuvole delle scorse settimane, sembra poter uscire un raggio di sole. Riepilogando, il presidio di protesta delle ex operaie della Piaggio sul tetto del palazzo blu di viale Africa è cominciato nei primi giorni di febbraio. Il motivo? L’allontanamento di una trentina di lavoratrici dall’azienda nel maggio dello scorso anno, a causa degli effetti del “Decreto dignità”. Le operaie in questione, dopo aver lavorato per dieci anni nella fabbrica della Vespa con contratti a tempo determinato, si sono viste sostituire da lavoratori interinali, visto che la legge entrata in vigore ormai due anni fa impegna le aziende ad assumere a tempo indeterminato i dipendenti che hanno raggiunto il tetto dei contratti a termine. Il vertice a Roma tra lo staff ministeriale (composto dal capo di Gabinetto del ministero, Fabia D’Andrea e da un consulente del ministro) e i manager della proprietà, dunque, è servito a gettare le basi per un confronto. Secondo quanto appreso dal Tirreno, da fonti aziendali, Piaggio ha riconosciuto al ministero il ruolo istituzionale e di facilitatore per raggiungere un accordo coi sindacati maggiormente rappresentativi. Tra le parti, tra l’altro, è stato convenuto che la situazione è di carattere generale: non si tratta cioè solo dei lavoratori precari che protestano sul tetto di palazzo blu e non solo di Piaggio, ma di dinamiche che potrebbero coinvolgere anche altre aziende. Proprio per questo, l’intenzione sembra quella di fare in modo che simili situazioni non si ripetano in futuro. Al tavolo è stato analizzato il contratto integrativo siglato qualche settimana fa e approvato da una larga maggioranza di lavoratori nel referendum. E Piaggio ha fatto notare che nell’integrativo era già previsto che le parti (Piaggio e sindacati più rappresentativi) s’incontrassero per trovare una soluzione in deroga al “Decreto dignità”. Al contrario l’Usb, che ha avuto posizioni diverse, non si è mai seduta al tavolo per la discussione.

A commentare l’incontro romano ci ha pensato anche Irene Galletti, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. «In tempi rapidi abbiamo portato la causa delle lavoratrici Piaggio al ministero del Lavoro – dice – Piaggio si è resa disponibile a lavorare con i sindacati riconosciuti per cercare di trovare le soluzioni sul territorio per concordare azioni future». Sembra, quindi, essersi aperto un varco. «Mi sono confrontata su questo con gli esponenti sindacali presenti all'incontro della scorsa settimana – conclude – continuerò a seguire tutti gli sviluppi di questa vicenda». —

Sergio Braccini

Pietro Mattonai
 

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