Attenzione
Rifiuti, Herambiente amplia l’impianto di Castelfranco
Progetto simile per Ospedaletto. Arpat: «Con questi interventi potrebbero diventare a rischio di incidente rilevante di soglia superiore»
CASTELFRANCO. Possibile ampliamento in arrivo e conseguente assoggettamento a legge Seveso III per l’impianto di trattamento rifiuti in via Malpasso, ex-Waste Recycling ed oggi di proprietà del colosso Herambiente Servizi Industriali. Ad annunciarlo, in un articolo dedicato alla nuova catalogazione delle aziende per livello di pericolosità delle imprese sul territorio provinciale è l’Arpat di Pisa. Un progetto presentato tempo fa al Comune e ancora al vaglio di tutto l’iter autorizzativo, di competenza prevalentemente regionale, che avrà il suo coronamento in una conferenza dei servizi ad aprile. Due gli impianti di Herambiente oggetto di ampliamento: con quello castelfranchese, anche quello gestito dal colosso a Ospedaletto.
«Herambiente Servizi Industriali – si legge nella nota di Arpat – ha in progetto alcuni ampliamenti per entrambi gli stabilimenti, in relazione ai quali si è verificato che in assetto di progetto vi potrebbe essere un maggiore sfruttamento delle capacità di stoccaggio anche per rifiuti pericolosi assimilabili alle miscele pericolose, pertanto entrambi gli stabilimenti in assetto futuro potranno detenere quantitativi di alcune tipologie di rifiuti pericolosi superiori alle soglie di norma». A confermare la richiesta dell’azienda anche l’assessore all’ambiente a Castelfranco Federico Grossi. «L’azienda ha richiesto un nuovo progetto di sviluppo all’interno della struttura già esistente – spiega l’assessore –. La Regione è titolare del procedimento e gli atti sono arrivati in Comune solo pochi giorni fa. Analizzeremo nel dettaglio quanto proposto e, prima della Conferenza dei servizi alla quale siamo invitati ad esprimerci solamente per le questioni di carattere tecnico ed urbanistico, porteremo il progetto in commissione consiliare Ambiente e Territorio».
«A seguito della realizzazione dei due ampliamenti – continua Arpat – i due stabilimenti risulteranno formalmente a Rischio di incidente rilevante di soglia superiore». In altre parole anche l’impianto di Castelfranco, in caso di via libera al progetto almeno come è stato presentato ad oggi, potrebbe essere assoggettato alla legge Seveso III sugli impianti potenzialmente pericolosi. Sempre secondo Arpat la lista aggiornata di aziende di tale potenziale categoria in provincia di Pisa enumera, con Castelfranco e Ospedaletto, altri 8 impianti, fra i quali alcuni erano già considerati in tale regime normativo ed altri lo diventeranno anche in assenza di mutamenti impiantistici o industriali, a seguito del farsi più stringente in questi anni delle leggi in materia. «Alcuni di questi stabilimenti sono risultati a Rischio di Incidente Rilevante non perché abbiano aumentato gli stoccaggi – continua l’Azienda regionale per la protezione ambientale – ma solo in seguito all’introduzione del Regolamento 2014 /1357/UE». L’ingresso degli stabilimenti in tale normativa comporterà un incremento dei controlli, rappresentando, di fatto, un aumento delle garanzie per i cittadini.
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