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Cavalla abbandonata e denutrita affidata a un centro di recupero

Cavalla abbandonata e denutrita affidata a un centro di recupero

Intervento della Procura: l’animale è stato affidato all’associazione Ihp. Denunciato il proprietario

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PERIGNANO. Grave caso di abbandono per una cavalla tratta in salvo ieri dall’associazione Ihp (Italian horse protection) con sede a Volterra. L’operazione di sequestro si è svolta a Perignano, in collaborazione con la polizia municipale del Comune di Casciana Terme-Lari e l’Asl Nord Ovest di Pontedera. La cavalla condivideva con due pecore un fazzoletto di terra fatiscente, privo di ripari, con qualche balla di pessimo fieno e nient’altro. . La Procura di Pisa ha disposto il sequestro preventivo per maltrattamento e l’affidamento a Ihp in custodia giudiziaria, trasferimento che è avvenuto nel primo pomeriggio. Anche le due pecore sono state sequestrate; il loro trasferimento avverrà nei prossimi giorni. Per tutti gli animali, il proprietario dovrà rispondere del reato di maltrattamento. Il dottor Vaghetti, medico veterinario dell’Asl di Pontedera, ha visitato la cavalla sul posto rilevando che è deperita, e che, non essendo mai stata iscritta all’anagrafe, non ha mai eseguito una corretta profilassi sanitaria. Questo, oltre alla malnutrizione, la metteva in serio pericolo. Occuparsene è un impegno oneroso: ha bisogno urgente di cure, vaccini, vermifughi e di un programma di recupero che la riporti a un peso accettabile. Nei giorni scorsi si è attivata una rete di contatti per trovarle casa, senza sottoporla allo stress di un viaggio troppo lungo.

Diversi rifugi della zona hanno partecipato al passaparola per sostenere Ihp, ma la ricerca non è andata a buon fine: nessuno ha dato la disponibilità necessaria. Vista l’urgenza, la Onlus ha deciso di portarla al Centro di recupero, malgrado a Volterra permanga da mesi una faticosa gestione d’emergenza: scarsità di staff e volontari e aumentato carico di lavoro, tra controlli assidui e restrizione del pascolo, dopo i decessi improvvisi di cavalli avvenuti nel 2019, per i quali le indagini sono ancora in corso. «Abbiamo accettato responsabilmente di salvarla da una situazione di sofferenza e di farci carico delle spese per il trasporto, le cure e il mantenimento – dice Sonny Richichi, presidente di Ihp – Il senso del nostro lavoro è intervenire nell’interesse della cavalla, ma ogni volta ci scontriamo con una dura realtà: facciamo fatica a trovare partner, soprattutto per una cavalla anziana e debilitata, poco interessante agli occhi di chi potrebbe invece donarle una pensione dignitosa per finire felicemente i suoi ultimi anni di vita. Ai nostri sostenitori chiediamo di continuare a esserci vicino, anche per questo sequestro, perché queste scelte hanno ripercussioni pesanti sull’associazione, economicamente, mentalmente e fisicamente. Ma non possiamo voltarci dall’altra parte». Tra i bisogni della cavalla, non c’è solo cibo, amore e farmaci, ma anche un nome. «Chiederemo ai nostri sostenitori di condividere la scelta – conclude Richichi – Si accettano proposte» . —

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