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Sicurezza idraulica «Progetto in ritardo»

Sicurezza idraulica «Progetto in ritardo»

Poli denuncia i tempi lunghi per la progettazione della cassa di espansione della Mariana Schippisi

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cascina. Una interrogazione per capire le ragioni dei ritardi e lo stato di attuazione della cassa di espansione della Mariana Schippisi. A presentarla il consigliere comunale dei sociali Fabio Poli che, nel documento, ricostruisce l’iter dell’intervento fino ad oggi. «Il comune di Cascina il 17 maggio 2010 sottoscrisse una convenzione con il Consorzio di Bonifica “Uffico dei Fiumi e Fossi” per realizzare diverse sistemazioni ed il riassetto idraulico dei vari bacini, secondo una priorità e una logica d'intervento per lotti necessarie a ridurre il rischio idraulico sul territorio e, in particolare, di quello interessato dal bacino di Fossa Chiara - ricorda Poli - Il Consorzio, dopo aver approfondito lo studio del regime idraulico della Mariana Schippisi, redigeva un progetto per realizzare una cassa di espansione per la laminazione che, munita di cateratta per la regolazione della portata delle acque, avrebbe meglio restituito le onde di piena laddove alcuni tratti intubati di diverso diametro posti a valle, sopratutto in prossimità della chiesa di San Giorgio, non lasciavano defluire portate di una certa entità». Il progetto è del 2013 e lo scopo era quello di risolvere il problema degli allagamenti in aprticolare sulla Tosco Romagnola e su via Stradello. «Quanto proposto mancava però della necessaria verifica archeologica richiesta dalla Soprintendenza della Toscana, e della bonifica preventiva da ordigni residuati bellici» ricorda ancora Poli. verifiche fatte solo tre anni dopo, nel 2016. «Il comune di Cascina, quale ente espropriante, doveva procedere con l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e con la conseguente dichiarazione di pubblica utilità necessaria a poter attivare la procedura di acquisizione dell'area interessata dall'opera - prosegue Poli - Successivamente, detto progetto, non trovava inserimento nel Documento Operativo Difesa Suolo della Regione Toscana in quanto non finanziabile perché si rendeva necessario un aggiornamento progettuale causato dai tempi troppo lunghi quali quelli trascorsi tra la redazione iniziale e la richiesta del finanziamento». La nuova soluzione è del giugno 2019, «e manca ancora della relazione sull’utilizzo delle terre e rocce generate da scavo, e della definizione del soggetto cui compete la procedura espropriativa» spiega Poli che chioede al sindaco reggente di Cascina di conoscere le ragioni dei ritardi, perchè si continui «a non portare a conclusione un progetto così importante per la sicurezza idraulica del territorio» e se mai sarà possibile vedere realizzata l’opera. —

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