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Negoziante dona la spesa al ladro di würstel e biscotti

Sabrina Chiellini
Negoziante dona la spesa al ladro di würstel e biscotti

«Ho rubato per fame», si è difeso il 36enne arrestato e rimesso in libertà dopo il processo. Ed è stato perdonato

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PONTEDERA. Quando i carabinieri sono tornati nel Conad City di via Primo Maggio dopo che avevano arrestato per rapina impropria un cliente che aveva dato un morso al direttore del negozio hanno avuto una sorpresa. I militari sono andati a prendere il giubbotto dell’arrestato rimasto vicino alle casse e il direttore del punto vendita, Paolo Guerrieri, e i dipendenti avevano preparato tre buste piene di generi alimentari da consegnare all’uomo che aveva rubato per disperazione. . «Ho fame, sono senza lavoro da settimane, non so come fare»: queste parole ripetute dall’autore del tentato furto non sono passate nell’indifferenza anche se la situazione era sfuggita di mano. Il supermercato, nel centro di Pontedera, è bersagliato da piccoli e grandi furti. Dagli scaffali spariscono soprattutto generi che non sono di prima necessità, a cominciare dagli alcolici ai superalcolici. Così quando il direttore, l’altro giorno, ha visto che il cliente aveva nascosto qualcosa sotto la giacca non è stato tanto a pensare, ha cercato di fermarlo. Il 36enne disoccupato, ha reagito dando un morso al titolare del negozio. E così il ladro, che aveva rubato solo una confezione di würstel e dei biscotti, refurtiva che aveva un valore meno di 5 euro, si è ritrovato in manette e processato per direttissima per il reato di rapina impropria.

«Non siamo senza cuore – dicono dal negozio – Una volta capìta la situazione abbiamo cercato di andargli incontro». Il titolare quando lo ha fermato alle casse lo ha invitato a consegnare quello che aveva rubato. È stata la reazione a fare la differenza. «Avevo fame», ha ripetuto più volte l’uomo. E anche se ormai i carabinieri erano arrivati, la situazione aveva preso una brutta piega, il titolare e il personale del negozio si sono sentiti di fare qualcosa per aiutarlo. «Dopo il processo le nostre buste sono state consegnate al 36enne». Un bel gesto, nato in maniera spontanea, che fa onore a chi lo ha compiuto. —

 

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