Il Tirreno

Pontedera

L’Inchiesta della guardia di finanza 

Strada di Patto, ancora sequestrati i beni degli indagati

S. C.
Strada di Patto, ancora sequestrati i beni degli indagati

La Finanza ha bloccato immobili e conti correnti, i legali chiedono la revoca dei provvedimenti disposti dalla Corte dei Conti

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PONTEDERA. Era fissata per ieri l’udienza in sede giurisdizionale alla Corte dei Conti per i sequestri disposti negli giorni scorsi dalla Procura nell’inchiesta “Dirty street”. I ricorsi dei tre dipendenti comunali assegnati con responsabilità diverse all’ufficio tecnico, puntano alla revoca di un provvedimento arrivato di iniziativa degli inquirenti contabili sulla base delle informative presentata dai finanzieri della Compagnia di Pontedera cui erano state delegate le indagini. I “sigilli” sono scattati per quattro immobili e sei terreni tra le province di Pisa, Firenze e Lecce oltre ai conti correnti dei tre dipendenti su cui sono state svolte le indagini. Il tutto per un valore di circa un milione di euro, pari al danno erariale contestato dalla Corte dei Conti. I difensori hanno prodotto una serie di documenti chiedendo il dissequestro dei beni su cui la Corte dei Conti, in maniera abbastanza nuova per la Toscana, ha posto un vincolo, essendo interessata al ruolo avuto dai dipendenti pubblici che, secondo le accuse, hanno in qualche modo tollerato che si facesse un danno alle casse del comune.

Il giudice ieri si è riservato la decisione che si conoscerà dunque nei prossimi giorni.

Intanto sull’inchiesta penale (che riguarda solo il terzo lotto) che è andata avanti di pari passo a quella della Corte dei Conti cominciano a trapelare alcuni aspetti che riguardano la politica. Il pm nei mesi scorsi avrebbe ascoltato anche l’ex vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Massimiliano Sonetti. Quest’ultimo in qualche modo sarebbe stato tirato in ballo da uno dei dipendenti indagati che avrebbe detto di avere ricevuto pressioni dalla parte politica per arrivare a concludere il prima possibile uno dei collaudi. La fretta sarebbe stata legata, così viene spiegato, alla necessità per il Comune di rispettare i tempi e di accedere ai finanziamenti per la costruzione della mega viabilità. –

S. C.

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