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I giovani a lezione di legalità per tre giorni con Giovanni Impastato

Elena Iacoponi
I giovani a lezione di legalità per tre giorni con Giovanni Impastato

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PONSACCO. «Come si chiamava la radio dove lavorava Peppino Impastato come giornalista? Ma la mafia può uccidere? Come vivevi il rapporto con tuo fratello Peppino e la lotta alla mafia?» Queste sono alcune delle domande rivolte dagli alunni delle classi terze della scuola media Niccolini e gli allievi della scuola primaria Mascagni a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, assassinato dalla mafia 9 maggio 1978. I ragazzi sono stati preparati dalle insegnanti, molto interessati all’argomento, e hanno visto il film “I 100 passi” di Marco Tullio Giordana.

“Oltre i 100 passi” è stata l’iniziativa di tre giorni a Ponsacco e Perignano con Giovanni Impastato sulla via della legalità e la lotta alla mafia. Domenica all’auditorium Meliani è stato proiettato il film “I 100 passi” di Marco Tullio Giordana (2000), che narra la storia di Peppino Impastato, dove don Armando Zappolini, parroco parrocchia San Giovanni, ha introdotto la figura del giornalista, conosciuto tramite il fratello Giovanni. La pellicola è dedicata a Peppino, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra di Sicilia. Giovanni Impastato ha incontrato i giovani dell’Unità pastorale di Perignano con il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, e oggi alle 18 al Circolo Toniolo incontrerà con quelli ponsacchini. Stasera alle 21,30, infine, al circolo Arci Rinascita ci sarà la presentazione del libro di Giovanni Impastato “Oltre i 100 passi”.

«Il percorso sulla via della legalità è iniziato da diversi anni nella città del mobile - ha spiegato ieri la sindaca, Francesca Brogi - con la visita di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo, ma anche nel 2017 con Danilo Sulis, giornalista siciliano di Radio Aut, storico collaboratore di Peppino Impastato. In quella occasione l’artista ponsacchino, David Brogi, attuale assessore alle politiche sociali, donò una scultura con il busto di Peppino Impastato, collocata nei giardini di fronte alla scuola media Niccolini. Vogliamo coltivare questa testimonianza per promuovere comportamenti corretti, e tenere alto il testimone della legalità. È importante che i ragazzi imparino tutto questo per la loro crescita». «Ringrazio la città per la dedica del giardino in memoria di mio fratello e della sua morte per mano mafiosa nel 1978 - ha risposto Giovanni Impastato - e i giovani devono conoscere questi fatti, essere curiosi, riflettere per capire quello che accade vicino a loro, per diventare cittadini consapevoli». —

Elena Iacoponi

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di Redazione web