Sicurezza
È morta a 105 anni Armida Bagnoli, era la "nonna" di Pontedera
Era stata segretaria cittadina del Pci. Infermiera, durante la guerra aveva messo in fuga i tedeschi con una siringa
PONTEDERA. «Sono innamorata di Pontedera: una città laboriosa che mi ha sempre offerto tanto». Quando Armida Bagnoli aprì la porta di casa sua al Tirreno, un paio di anni fa, lo aveva fatto con il sorriso e la voglia di raccontare. E raccontarsi. Una vita tanto lunga quanto ricca di esperienze, di avvenimenti, di emozioni.. Ieri Armida si è spenta, all’età di 105 anni. Tutta la sua esistenza ha avuto uno sfondo ricorrente, Pontedera appunto, quella città che amava e dove ha vissuto fino all’ultimo giorno.
Originaria del quartiere Bella di Mai, solo in poche occasioni ha lasciato la sua casa, ma sempre per farvi ritorno. Come durante la Seconda guerra mondiale, quando Armida fu costretta a rifugiarsi nel padule di Bientina a casa di un contadino per sfuggire ai tedeschi. Quei tedeschi che, di fronte a una siringa, scapparono dalla paura. «Ero un’infermiera e la figlia del contadino che ci ospitava soffriva di tisi – ci raccontò con il suo diario tra le mani, con le pagine vecchie di anni – quando i soldati mi videro con la siringa fuggirono subito: erano terrorizzati dal contagio».
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Prima sarta specializzata nella cucitura degli ombrelli, poi infermiera all’Enpas. Oltre al lavoro ha sempre portato avanti anche l’impegno politico: sul finire dell’invasione tedesca, fu tra le prime tesserate del Partito comunista, del quale poi divenne anche segretaria cittadina. Le sue idee, però, non le impedirono di stringere un profondo rapporto di amicizia con Mina Boschi, la prima donna eletta in consiglio comunale a Pontedera ed esponente del Movimento sociale italiano. «Io e Mina eravamo amiche, nel vero senso della parola – ci disse – al di là delle nostre opinioni politiche».
La vita di Armida, negli ultimi anni, si era ulteriormente arricchita grazie alla pittura. Frequentando l’Università della terza età di Pontedera, Armida aveva cominciato a colorare le sue tele, che decorano anche le pareti di casa sua. «All’inizio ero scettica, ma con l’incoraggiamento di mio marito ho scoperto una grande passione – raccontava – dipingere mi fa stare bene». Il suo funerale si terrà oggi (mercoledì 4 marzo) alle 14 nella Chiesa della Misericordia. —
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