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Pontedera

la presentazione del dossier 

«Daremo sviluppo alla città anche se non vinceremo»

A.Q.
«Daremo sviluppo alla città anche se non vinceremo»

Verri, direttore della candidatura: «Abbiamo già 70mila euro di finanziamenti» E annuncia l’arrivo di designer europei per reinventare l’uso dell’alabastro

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VOLTERRA. «Questo è un progetto che abbiamo il dovere di portare avanti. Che sia in un anno, in caso di vittoria, o nell’arco di cinque anni». Non sembra avere dubbi Paolo Verri, direttore della candidatura di Volterra a capitale italiana della cultura 2021, caratterizzata dal tema della rigenerazione umana: «Le idee inserite nel dossier sono sostenibili. Siamo già riusciti a mettere insieme tra i 60 e i 70mila euro di finanziamenti tra Comune, Regione e aziende. Abbiamo quindi una base solida per dare sviluppo a questa città».

Parole che hanno lanciato messaggi precisi e concreti alle istituzioni, ma anche ai tanti cittadini presenti alla grande giornata della candidatura, quella della foto di gruppo al Parco Fiumi per consegnare un’immagine di condivisione tra tutti quelli che hanno partecipato a questo percorso fatto finora a cui è seguita una sorta di spiegazione del dossier da parte di Verri nella sala del maggior consiglio a Palazzo dei Priori. Un documento di sessanta pagine che sarà consegnato al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo(Mibact). «Nel dossier c’è una parte di motivazioni della candidatura, con il contributo dei sindaci che governano i 52 Comuni sostenitori di Volterra 2021, ma anche numerosi capitoli in cui si parla dei progetti di inclusione, innovazione, mobilità e narrazione dei territori – ha sottolineato il direttore – Elementi questi che caratterizzano la nostra candidatura al parti degli strumenti con cui vogliamo mettere in pratica le nostre idee. Un piano sostenibile, fatto di finanziamenti pubblici e privati».

Verri non svela troppo i piani volterrani visto che i giochi non sono ancora fatti per tutti e si rischiano sbirciate ai dossier altrui.

Ma il direttore della candidatura parla dell’ex ospedale psichiatrico e del carcere come nuovi modelli di umanità. E cita gli eventi che attendono Volterra dal punto di vista culturale: il nuovo sistema bibliotecario, la rinnovata configurazione dell’Ecomuseo dell’alabastro dove saranno invitati designer di fama europea per reinventare l’utilizzo di questo materiale che ha reso celebre Volterra nel mondo.

«Abbiamo stilato cinque capitoli con all’interno almeno un progetto nato dal lavoro svolto dai giovani a Volterra – dice ancora Verri – uno delle associazioni, uno di un artista o uno studioso che ha prestato la propria opera per la nostra candidatura e uno derivante dal territorio».

I prossimi impegni sono la stampa del dossier che sarà consegnata ai sindaci sostenitori in un evento a Firenze, probabilmente il 13 marzo. Ma Verri parla anche di un lavoro specifico proprio con i sindaci dei 52 Comuni, visto che, in caso di vittoria, saranno organizzate manifestazioni per una capitale “diffusa” in tutti i territori che hanno scelto Volterra tra le città toscane in lizza. «Divideremo i Comuni con criteri di omogeneità – ha aggiunto il direttore – e ci riuniremo con loro per stilare un programma ben preciso di eventi».

Ma il sogno è arrivare a fine di aprile ed essere inseriti tra i dieci progetti finalisti. E anche in questo senso, Verri pronuncia parole d’incoraggiamento per Volterra: «L’Aquila sembra favorita per una serie di fattori. Ma tra le altre candidate, molte non proseguiranno il cammino, visto che non sono riuscite a mettere insieme neppure il comitato promotore».

Una festa, quella di ieri, che è cominciata con gli sbandieratori e i balestrieri in piazza dei Priori che hanno fatto il corteo con i cittadini fino al Parco Fiumi, luogo deputato alla foto di gruppo con famiglie, commercianti, studenti e artisti, ma anche rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, sostenitori arrivati dal territorio e dall’intera regione. «Dopo l’esperienza positiva di Pistoia, riportare la capitale Italiana della cultura in Toscana sarebbe un passo importantissimo», ha detto Monica Barni, vicepresidente e assessora alla cultura, università e ricerca della Regione Toscana. Secondo il sindaco Giacomo Santi, «la rigenerazione umana è il filo conduttore della candidatura, che deve essere vissuta come un impulso per transitare Volterra in una nuova fase della sua storia. Una vera e propria trasformazione che sappia ancora una volta attingere dalla bellezza del nostro passato per spingerci in avanti. Questa festa è un momento di condivisione di contenuti dal punto di vista etico, sociale e culturale. In questo senso, Volterra è un centro geografico che tiene conto di tutte le nostre aree intermedie, che rappresentano occasioni di sviluppo e sono un laboratorio di inclusione».

Dario Danti, assessore alle culture di Volterra ha invece sottolineato che «i primi risultati positivi di questo percorso di candidatura ce li dà il nostro sistema museale civico: noi abbiamo un’ampia offerta culturale civica dal Museo Guarnacci alla Pinacoteca, alle aree archeologiche. Nei primi due mesi di quest’anno è + 60% la percentuale dei visitatori rispetto allo scorso anno, dopo aver già avuto rispetto al 2018 un aumento del 20%». —

A.Q.

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