Gioco
Schermaglie fra sindaco e opposizioni, Franconi: «Noi siamo parte lesa»
PONTEDERA. Doveva essere la fiamma capace di scaldare il consiglio comunale, e invece si è trasformato in un rapido botta e risposta tra il sindaco, Matteo Franconi e le forze di opposizione. Il settimo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri recitava: “Questioni inerenti la Strada di Patto”. Matteo Bagnoli, di Fratelli d’Italia, Domenico Pandolfi, della Lega, e Fabiola Toncelli, del Movimento 5 Stelle, sono andati all’attacco dell’amministrazione, facendo riferimento all’indagine della Guardia di finanza, con tre dipendenti del Comune indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e abuso d’ufficio.
Bagnoli ha chiesto che i tre indagati vengano destinati a mansioni diverse da quelle finora svolte, mentre Pandolfi ha ripercorso la storia della maxi arteria ideata nel 2003 per rivoluzionare la viabilità cittadina, conclusa alla fine del 2013, costata circa 10 milioni di euro e costellata di buche e avvallamenti a partire dalle settimane immediatamente successive al taglio del nastro. «Da undici anni parliamo di questa strada in consiglio comunale, ma ai cittadini sono sempre state date spiegazioni poco chiare riguardo le cause degli evidenti difetti di costruzione», ha detto Pandolfi. Toncelli, inveceha definito l’opera «un obbrobrio sotto gli occhi di tutti». Dai banchi del Pd, il consigliere Riccardo Minuti ha difeso l’amministrazione definendola “parte lesa”, terminando con un invito rivolto agli altri consiglieri: «Attenzione a non lasciarsi trasportare dal furore agonistico. Ora la priorità è il risarcimento da parte delle ditte esecutrici dei lavori». Secca la risposta di Franconi: «La Strada di Patto è stata spesso oggetto di strumentalizzazioni politiche. L’amministrazione e i cittadini sono parte lesa. Abbiamo intrapreso tutte le pratiche, sia per individuare le responsabilità degli ammaloramenti presenti nel manto stradale, sia per richiedere il risarcimento alle ditte, tramite il tribunale di Pisa». Quindi, sui tre dipendenti indagati, Franconi ha tagliato corto: «Noi non diamo sentenze, aspettiamo le decisioni dei magistrati prima di prendere eventuali provvedimenti. La Strada di Patto nel 2018 è passata ad Anas, a cui abbiamo chiesto d’intervenire. Siamo pronti a mettere a disposizione eventuali risarcimenti delle ditte che, non hanno svolto a dovere i lavori. Al netto delle polemiche create solo per scatenare polveroni mediatici». —
T.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google