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Emer, Meini, Pacini e Artieri dell’alabastro: come far durare più di cent’anni un’attività

La premiazione degli imprenditori delle aziende longeve della provincia insieme ai sindaci dei rispettivi Comuni nella sede della Camera di commercio di Pisa
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La premiazione degli imprenditori delle aziende longeve della provincia insieme ai sindaci dei rispettivi Comuni nella sede della Camera di commercio di Pisa

Premiate alla Camera di commercio di Pisa quattro aziende della provincia attive e inserite nel registro delle imprese storiche d’Italia 

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PISA. Quattro aziende della provincia nel registro delle imprese storiche d’Italia, avendo festeggiato ben oltre i cento anni di attività. Sono l’impresa del settore edile Emer di Peccioli, la Liquoreria Meini di Casciana Terme, la Pacini Editore di Pisa e la Società cooperativa Artieri dell’alabastro di Volterra.

«Quattro eccellenze che potranno fregiarsi di un “riconoscimento secolare” e che vanno ad aggiungersi alle 20 aziende pisane già presenti nel Registro – dicono dalla Camera di commercio di Pisa – A livello nazionale le “centenarie” sono oltre 2.500, a testimonianza di quanto l’imprenditorialità italiana possa vantare radici socio-culturali antiche e profonde». Un traguardo festeggiato con la consegna agli imprenditori di oggi, per mano del presidente della Camera di commercio, Valter Tamburini e alla presenza dei sindaci dei Comuni interessati, di un “diploma” di iscrizione in occasione di una breve cerimonia nella sede camerale.

«Queste imprese – ha detto Tamburini – rappresentano un patrimonio storico, oltre che economico, per la provincia di Pisa. Aver attraversato oltre un secolo di storia, creando lavoro e ricchezza per la collettività, rappresenta un bel messaggio di costanza, intraprendenza e capacità di far fronte alle difficoltà per chi desidera con la propria idea d’impresa realizzare se stesso e creare valore per la società nei nostri giorni. Donne e uomini che hanno saputo rinnovare la scommessa della prosecuzione dell’impresa e che sanno innovarsi nonostante le grandi trasformazioni sociali ed economiche che proprio negli anni più recenti si sono fortemente accelerate».

E a guardar bene la storia delle quattro aziende premiate se ne capisce l’importanza. La Emer di Peccioli, per esempio, affonda le proprie radici addirittura nel 1700, come comprovato dal più vecchio documento rinvenuto, un libro contabile risalente al 1784 che riporta i lavori eseguiti dal fabbro ferraio Tommaso Marchi, antenato degli attuali titolari, in favore delle aziende agricole del territorio del Comune di Peccioli e della campagna limitrofa come Lajatico e Montefoscoli. Col tempo, l’azienda sviluppa la produzione di rimorchi agricoli e poi, negli anni Settanta, comincia a costruire fienili, stalle e ricoveri attrezzi. Oggi, con il passaggio da Francesco Marchi ai figli Riccardo e Alessio, l’azienda si è diversificata rimanendo un punto di riferimento in Valdera ed in Toscana ma con l’intento di mantenere gelosamente la forte connotazione artigianale che la accompagna da ben 235 anni.

Guido Meini ha, invece, fondato la Liquoreria Meini nel 1874. In possesso di antiche ricette e di una notevole dose di intraprendenza e passione iniziò a preparare liquori dosando con sapienza alcool, spezie ed erbe aromatiche. Il primo liquore di sua fabbricazione fu il Rhum (oggi Creola), ma iniziò da subito a commercializzare anche dolciumi, caffè, vino, olio. L’evoluzione dell’azienda passa da uno dei figli, Guglielmo, e poi al nipote Ugo che estende l’attività all’organizzazione di eventi, come il concorso enogastronomico “Piatto d’oro M74” e la manifestazione Ideastrenna a seguito della quale si specializza nella regalistica di Natale. Attualmente la Liquoreria Meini è gestita da Elena, moglie di Ugo, che riproponendo l’originalità, quale comune denominatore dei suoi prodotti, ancora conserva amorevolmente il vecchio libretto sgualcito nel quale Guido annotava le sue antiche ricette.

Pacini Editore deriva alla tipografia fondata nel 1872 da Francesco Mariotti, al quale succede il nipote Emilio Pacini, uomo illuminato, amico di personalità culturali dell’epoca, in contatto con il mondo accademico e all’avanguardia dal punto di vista tecnico. Nel 1968, il ventottenne Pierfrancesco Pacini, allora assistente universitario di diritto finanziario, inizia a dedicarsi all’azienda di famiglia e, dopo un periodo di doppio lavoro, sceglie di diventare imprenditore. Nel 1981 l’azienda si trasforma nella Pacini srl e la sede si sposta zona industriale di Ospedaletto. Inizia un percorso evolutivo ancora in atto di tipo tecnologico ed organizzativo. Oggi l’azienda opera in svariati settori: medico-scientifico, giuridico, arte, architettura, saggistica, storia, letteratura, ed altro ancora.

E poi la Società cooperativa Artieri dell’alabastro che nasce a Volterra nel 1895 con il nome di Società cooperativa industriale magazzino di lavori in alabastro. Cambierà il nome in quello attuale nel 1908, dopo la visita di Gabriele D’Annunzio a Volterra; si deve proprio a lui il nome “Artieri”. Il settore attraversa i momenti storici con fasi alterne di ripresa e depressione, passando dal boom economico dei primi anni ‘50, al declino, tra la fine del ’60 e i primi anni ’70, quando inizia la crisi del settore, acutizzatasi negli anni ’80 con la mancanza di commesse dall’estero che causa la chiusura di numerose aziende e la diminuzione dei soci della Cooperativa che scende a circa 50. Soci che oggi sono 27, impegnati a realizzare i loro prodotti rispettando interamente le tradizionali tecniche di lavorazione dell'alabastro ma con un’attenzione particolare alla fase di progettazione di prodotti innovativi e che periodicamente si rinnovino, con una comune organizzazione di vendita e di promozione. —

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