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Due anni senza casa per il contenzioso dopo la rottura dell’acquedotto

A.Q.
Due anni senza casa per il contenzioso dopo la rottura dell’acquedotto

Disagi per due anziani dalla fine di febbraio 2018 Tempi ancora lunghi: il Comune ha chiesto i danni ad Asa

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VOLTERRA. Due anni fuori di casa. È il destino di due anziani che dalla fine di febbraio 2018 sono costretti a vivere lontano dalle loro abitazioni dopo che una rottura di un tubo dell’acquedotto ha provocato uno slittamento della strada e lesioni all’edificio che ospita i due appartamenti in viale Cesare Battisti a Volterra. In realtà ci sarebbero anche altre persone coinvolte, si tratta di una coppia che avrebbe dovuto trasferirsi in una casa di quella strada, ma che non può farlo perché dichiarata inagibile.

Il motivo vero di un protrarsi così lungo dei tempi, però, è da ricercarsi nel contenzioso tra Comune e Asa, il gestore della rete idrica. Il danno è stato attribuito dal tribunale proprio alla società, a cui ora l’amministrazione comunale ha chiesto i danni.

Tutto giusto, peccato però che i due anziani (oltre alla coppia) sono quelli che ne stanno pagando più di tutti le conseguenze. All’inizio di quest’anno, sembrava che la situazione fosse vicina a sbloccarsi. Le famiglie coinvolte in questa brutta faccenda stavano valutando l’ammontare dei danni subiti e attendevano da un momento all’altro la chiamata dei propri legali per ottenere notizie positive.

Giovanna Falchi, per esempio, è costretta a pagarsi un affitto in un’altra abitazione. Mentre suo figlio Luca Fulceri spiega che «al momento è tutto fermo, malgrado ci avessero detto che eravamo vicini allo sblocco della situazione. Non possiamo fare altro che aspettare gli sviluppi».

Amarezza per chi è costretto ad assistere inerme a una vicenda di burocrazia e di contrapposizione tra enti pubblici. La richiesta danni da parte del Comune, visto il pronunciamento della magistratura sulle responsabilità dello slittamento della strada e delle lesioni alle abitazioni, appare legittima. Ma tutto questo coincide con un notevole disagio per le famiglie coinvolte in questa situazione. «Comprendo benissimo il problema – afferma il sindaco Giacomo Santi – ma il Comune è parte lesa in questa storia, così come le persone che sono state costrette ad abbandonare le proprie case due anni fa. Abbiamo avviato questa causa per risarcimento danni e andremo fino in fondo, anche pensando proprio ai cittadini che stanno affrontando questo enorme disagio da ben due anni».

A questo punto è chiaro che non ci siano le condizioni per un accordo in breve tempo tra le parti e un ritorno a casa celere per “gli sfollati”. C’è solo da sperare che si cominci quanto prima con il procedimento legale per poi avviare il percorso dei lavori e, quindi, il sospirato ritorno a casa. —

A.Q.

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