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Coronavirus, il Comune scrive a 1.200 famiglie di stranieri

Marco Sabia
Coronavirus, il Comune scrive a 1.200 famiglie di stranieri

Info e consigli nella lettera tradotta in cinese, francese, inglese e arabo e recapitata a domicilio, per gli italiani parte invece il volantinaggio a tappeto

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FUCECCHIO. Sono in via di spedizione circa 1200 lettere per le altrettante famiglie straniere che abitano a Fucecchio: lettere che contengono un documento che spiega in francese, inglese, arabo e cinese cosa fare in questo momento in cui il coronavirus impaurisce un’intera nazione.

Il Comune di Fucecchio ha deciso di dare il via a questa “campagna informativa” per spiegare a persone che magari hanno più difficoltà (per questioni linguistiche) a capire cosa sta accadendo quali passi devono essere fatti se si sono avuti contatti con persone provenienti dalle zone a rischio o se si manifestano sintomi riconducibili all’infezione respiratoria da coronavirus. La decisione di inviare per posta alle famiglie straniere nasce dalla volontà di recapitare in maniera certa questo materiale; alle famiglie italiane verrà invece consegnato, sempre nella cassetta postale, lo stesso volantino (in lingua italiana) senza l’affrancamento postale.

Fucecchio ha una forte componente straniera sul proprio territorio, in primis la comunità cinese che supera tutte le altre; le persone non nate in Italia sono circa 4.000, pari a poco meno di 1.200 famiglie. Per ognuna di queste sta arrivando una lettera coi riferimenti e i consigli in questo momento non semplice: informare la propria Asl di competenza se negli ultimi 14 giorni si è venuti a contatto con persone provenienti da zone a rischio (la Cina ma anche il Lodigiano); evitare di recarsi in ospedale o in pronto soccorso se si accusano sintomi ma contattare i numeri dedicati; chi viene messo in quarantena, qualora si palesino campanelli d’allarme (tosse, febbre ecc..), non deve recarsi in pronto soccorso o in ospedale ma fare riferimento all’autorità sanitaria che provvederà a fare un tampone e, in caso di positività, a ricoverare il paziente nel reparto di malattie infettive(oltre ad individuare i contatti per l’indagine epidemiologica).

Chi sa di essere stato in contatto con persone poi positive al virus deve chiamare il 118. Tutte queste indicazioni sono contenute nel volantino che sta arrivando nelle cassette postali fucecchiesi, di stranieri e italiani. L’unica differenza sta nell’affrancatura postale (e nella lingua, chiaramente).

Di fare una campagna informativa utilizzando più idiomi se ne discute sin dai primissimi giorni dell’emergenza; i consiglieri d’opposizione Simone Testai e Sabrina Ramello avevano chiesto “d’urgenza” di informare sul sito istituzionale e anche al di fuori. A Fucecchio, a parte l’isteria collettiva nei supermercati da lunedì in poi, non si sono registrati particolari episodi riconducibili al coronavirus e alla psicosi da contagio che si porta con sé. —

Marco Sabia

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