Italia
La “Divina Colomba” del 2020 potrebbe essere quella del pizzaiolo-pasticcere Saviozzi
Il titolare de “La farina del mio sacco” a San Prospero di Cascina è tra i finalisti del concorso nazionale alla Fiera del Levante di Bari
C’è anche una colomba “tradizionale”, realizzata in un laboratorio di San Prospero di Cascina, fatta con ingredienti scelti di primissima qualità, senza l’aggiunta di semilavorati ed addittivi alimentari, tra le venti creazioni finaliste del concorso nazionale “Divina Colomba”. Una iniziativa promossa da Goloasi.it con lo scopo di valorizzare la produzione artigianale del dolce tipico pasquale, la cui finale si disputerà lunedì 9 marzo alla Fiera del Levante di Bari.
Uova, zucchero, farina, lievito madre, canditi all’arancia, glassa di zucchero, mandorle e... una grandissima dose di fantasia. Sono questi gli ingredienti che rendono unica la colomba di Giovanni Saviozzi, pizzaiolo di San Prospero, titolare della pizzeria “La farina del mio sacco”, in via Tosco Romagnola 1777/A, ma con una grandissima passione per la pasticceria in generale ed i prodotti da forno. Non a caso due anni fa Saviozzi con il panettone ripieno di noci e fichi si classificò primo nella categoria dolce lievitato innovativo all’undicesima edizione di “Re Panettone - La festa del dolce milanese” che si svolse proprio nel capoluogo lombardo. Quest’anno Giovanni ci riprova, però con una colomba, gareggiando in Puglia in una competizione molto dura. Saviozzi se la dovrà infatti vedere, ancora una volta, con i migliori pasticcieri d’Italia, ma a lui questo non spaventa minimamente. «È la passione – ci racconta – che mi porta a realizzare queste mie creazioni. Usando solo prodotti scelti e il lievito madre, ingrediente quest’ultimo che, se utilizzato bene, permette elaborati di altissimo livello». E Giovanni tra una pizza e una teglia di cecina non manca mai di utilizzare il suo forno per impasti dolci. «Una vita fa – ci racconta – facevo l’odontotecnico. Poi, venuti meno gli stimoli iniziali della mia professione, sette anni fa mi sono buttato nella ristorazione e dopo aver seguito un corso professionale, ho aperto la mia pizzeria. I panettoni e le colombe sono venuti dopo. Anche se la passione per la pasticceria l’ho respirata da sempre in famiglia. Anche a mio padre piaceva cucinare. E quindi mi sono buttato».
Con risultati, diciamo noi, più che eccellenti. Ora non resta che attendere il giudizio definitivo della giuria stellata barese, anche se un primo riconoscimento è già avvenuto. «Essere tra i finalisti del concorso – conclude Saviozzi – e già per me una grandissima soddisfazione». —
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