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Masi: una proposta civica per cambiare Cascina

Francesco Loi
Masi: una proposta civica per cambiare Cascina

«Mi sarei messo a disposizione per una coalizione unitaria di centrosinistra Non sono più iscritto al Pd, ma non escludo un confronto anche con loro»

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CASCINA. «Sono sempre stato abbastanza fuori dai giochi ufficiali, ma molto caldeggiato dai cittadini, Pd o non Pd. In tanti hanno detto che il mio nome girava sui tavoli della coalizione come possibile candidatura unitaria nel centrosinistra. Alla fine ho scelto di rompere gli indugi». Si presenta così Cristiano Masi, 38 anni, al vertice della cooperativa onlus Chez Nous Le Cirque e presidente della Uisp Pisa, ultimo in ordine di tempo a candidarsi a sindaco di Cascina. Dalla sua parte soprattutto Cascina Oltre, le forze di sinistra, Masi però apre «a tutti, dal centro a sinistra, per un progetto civico in grado di cambiare il governo di Cascina».

Masi, aveva davvero sperato di essere il candidato anche del Pd?

«Ho sempre sperato in una coalizione di centrosinistra unita indipendentemente dal nome individuato per la sua guida. Tutto il resto che è uscito pubblicamente dai tavoli del confronto politico fa perdere di vista l’obiettivo e ritardare un ragionamento sui programmi che invece dovrebbe essere prioritario».

Una parte del Pd cascinese non ha mai aperto realmente sul suo nome...

«Io vengo davvero dalla società civile. Faccio il clown di mestiere. Non ho mai avuto l’ambizione di essere per forza quel nome. Mi sarei messo a disposizione se il mio profilo fosse stato importante per unire la coalizione. Non è andata così. Ho deciso comunque di raccogliere le sollecitazioni che sono continuate ad arrivare e vado avanti».

«Aprire un confronto dal centro alla sinistra», ha detto: al suo fianco Cascina Oltre e poi?

«L’idea è proprio quella di aprire il confronto, uscendo dalla logica dei partiti. E ragionare con tutti quelli che, dal centro a sinistra, hanno intenzione di costruire un progetto concreto. Parlo con Cascina Oltre, ma non escludo nemmeno di parlare con il Pd. Sennò si perde di vista l’obiettivo, che è dare un governo diverso a Cascina».

Non pensa in questo modo di favorire la frammentazione nel centrosinistra dando una mano al centrodestra?

«Oggettivamente inizio da oggi ad impegnarmi in prima persona come interlocutore di partiti, liste e cittadini. Vediamo quello che succederà, non escludo niente. Certo è che le alleanze si fanno sui programmi. Ci sono persone che si riconoscono nel Pd, ma anche altre che preferiscono un progetto leggermente alternativo. L’ideale sarebbe una coalizione di centrosinistra, ma così per ora non è stato».

Dunque, non esclude nemmeno una confluenza con il Pd in caso di linee programmatiche concordi...

«È prematuro. Ho intenzione di parlare con tutti. L’avversario da battere è il centrodestra, con i suoi valori e le idee che sono completamente opposte rispetto a quelle del centrosinistra».

Sta chiedendo in qualche modo al Pd di cambiare atteggiamento...

«Al momento in cui si parte con un’imposizione anziché con la condivisione diventa poi difficile ricucire. Ma niente è escluso. Non chiedo niente, però dico: fermiamoci un attimo, parliamo. Mettiamo a fuoco il vero obiettivo».

Le sue prime mosse?

«Incontrare un sacco di persone. Parlare con tutti. Vorrei uscire a breve con un programma concreto per Cascina. Altre cose ci portano poco lontano».

Ma lei è sempre iscritto al Pd?

«Sono stato iscritto a Pisa, ora non lo sono più». —

Francesco Loi

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