Il Tirreno

Pontedera

inchiesta della guardia di finanza 

Bancarotta fraudolenta, due arrestati

Matteo Leoni
Bancarotta fraudolenta, due arrestati

Nei guai imprenditori del settore conciario: avrebbero evaso il fisco per un totale di 1,5 milioni. Otto mesi d’interdizione per un ragioniere

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FUCECCHIO. Due imprenditori sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Empoli con l’accusa di occultamento delle scritture contabili e bancarotta fraudolenta aggravata, in relazione alla gestione di alcune società operanti nel campo della lavorazione delle pelli, poi fallite.

I due si trovano adesso ai domiciliari, in esecuzione di una misura cautelare disposta dal gip di Firenze su richiesta del pm Gianni Tei.

Per l’accusa si sarebbero resi responsabili di un’evasione contributiva e previdenziale per un totale di 1,5 milioni di euro.

Le indagini sono partite dal controllo in una società a responsabilità limitata (srl) con sede a Fucecchio, operanti nel settore della concia delle pelli.

Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle della compagnia di Empoli hanno appurato che gli imprenditori, tramite una società di capitali, ricevevano da alcune imprese attive nel settore della concia del cuoio, risultate estranee ai fatti e quindi all’indagine, importanti commesse aventi ad oggetto la rasatura e la pressatura delle pelli.

Parte delle lavorazioni venivano poi commissionate ad altre aziende da loro gestite di fatto e intestate a prestanome - due delle quali sono fallite lo scorso anno - che non hanno provveduto a effettuare i versamenti previdenziali dovuti al personale dipendente.

In questo modo i due imprenditori finiti agli arresti avrebbero risparmiato circa 1,5 milioni di euro, sottraendoli al fisco.

L’ideatore del meccanismo ritenuto fraudolento, che secondo gli investigatori assisteva i due imprenditori nella loro prassi di portare le ditte al fallimento senza pagare i contributi dovuti al Fisco, era un ragioniere con studio in provincia di Pisa, a Ponsacco per l’esattezza.

Provvedimento, quindi, anche per quest’ultimo: per l’uomo, infatti, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze ha disposto l’interdizione dall’esercizio della professione per la durata di otto mesi. —

Matteo Leoni

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