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nel carcere di volterra 

L’allarme di Corleone: «Il teatro a rischio per colpa della politica»

Samuele Bartolini
L’allarme di Corleone: «Il teatro a rischio per colpa della politica»

L’ex garante minaccia lo sciopero della fame e invita le associazioni a seguirlo Per far partire i saggi serve il suo successore, ma la nomina ancora non c’è

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VOLTERRA. «C’è un vuoto pericoloso. La politica si decida. Il teatro al carcere di Volterra è a rischio. E io sono pronto al digiuno. Invito tutte le associazioni a digiunare con me». Franco Corleone esce allo scoperto. È da un mese che non è più garante regionale dei detenuti. Di più. Era in proroga dal 26 ottobre. Ma ora basta. Ora il consiglio regionale un suo sostituto lo deve trovare. Prima che arrivino le elezioni. Prima che sia troppo tardi. Ci va di mezzo il teatro stabile al carcere di Volterra (e non solo). Si mette a rischio la sua realizzazione.

Legame garante-teatro

Spiega Corleone: «Senza il garante la burocrazia si blocca. Senza di lui le amministrazioni non dialogano tra loro. E i lavori, anche se autorizzati, non partono». Già, i lavori non partono. Figuriamoci se parte la riabilitazione dei detenuti col teatro. Fondamentale dunque la nomina del nuovo garante. C’è un appello delle associazioni per la tutela dei diritti dei detenuti. Messe in fila sono Arci Toscana, Associazione Progetto Firenze, Associazione volontariato penitenziario, Diaconia Valdese Fiorentina, Società della Ragione, L’altro diritto. Sono tutte d’accordo con Corleone. Tutte a dire che il consiglio regionale è in grave ritardo e che sono a rischio i diritti dei detenuti in carcere.

I TEMPI STRINGONO

Dopo due fumate nere, martedì 3 marzo la commissione affari istituzionali (presidente Giacomo Bugliani del Pd) ci riprova. Deve superare i veti incrociati dei partiti e decidere quale candidato portare all’approvazione del consiglio. La prossima seduta del parlamentino toscano è il 10 e l’11 marzo. «Ma bisogna che la commissione decida il candidato il 3 marzo. Non oltre. Altrimenti si entra nel periodo di elezioni e salta la nomina», incalza Corleone. Ci sono ben nove candidati al ruolo di garante regionale dei detenuti. Tra questi: Giuseppe Fanfani (già vicepresidente del Csm, parlamentare, sindaco di Arezzo), Francesco Ceraudo (medico, già responsabile del centro clinico del carcere di Pisa), Saverio Migliori (Fondazione Giovanni Michelucci), Emilio Santoro (professore di sociologia del diritto all’Università di Firenze).

Stand-by

I saggi nella zona d’ora d’aria non partono. Dovevano cominciare a Natale, ma è arrivato il maltempo. Si è deciso che era meglio aspettare. Ora la ditta, individuata dal Provveditorato alle opere pubbliche di Toscana Umbria e Marche, è fuori che aspetta. Ha gli operai, la ruspa, le perforatrici. Ha tutto l’occorrente per i fare “buchi” e capire se la zona d’ora d’aria è il “posto buono” per tirare su il teatro. Si dice pure che manca qualche giorno, che i saggi stanno per cominciare. Ma ci vuole un’autorizzazione. Bisogna che il nuovo provveditore dell’amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu e la direttrice del carcere di Volterra Maria Grazia Giampiccolo si mettano d’accordo. Ma chi lo sa se si mettono d’accordo? Chi lo sa se i lavori partono davvero? Magari ora blocca tutto il caso coronavirus in carcere. E Corleone – sottosegretario al Ministero della Giustizia dal 1996 al 2001 – si fida poco o nulla. E allora vai col digiuno, vai con l’appello al consiglio regionale perché si dia una mossa e indichi subito il nuovo garante dei detenuti. —

Samuele Bartolini

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