Il Tirreno

Pontedera

Addio all’ecomostro in arrivo uffici e locali per circolo e carnevale

Nilo Di Modica
Addio all’ecomostro in arrivo uffici e locali per circolo e carnevale

accanto alla casa culturale a san miniato basso 

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SAN MINIATO. Cantiere ex-Etruria, siamo alle battute finali. Sembrerebbe giunta ad una svolta, infatti, l’annosa questione del manufatto di quattro piani di fronte alla Casa Culturale a San Miniaot Basso. Secondo indiscrezioni sarebbero da tempo in atto movimenti per la suddivisione degli spazi e di conseguenza la conclusione dei lavori incompiuti. Uno scheletro di acciaio e cemento, tirato su fra le polemiche nello spazio che un tempo ospitava i giardini e la pista di pattinaggio del circolo, rimasto poi impantanato nelle difficili sabbie economiche e giudiziarie del gruppo Etruria.

La Casa Culturale, tornata protagonista nella gestione dell’immobile nell’aprile del 2019, dopo le tante beghe del passato, starebbe già mettendo in atto un piano di suddivisione degli spazi. Mentre il primo piano e quello enorme interrato resterebbero nelle disponibilità dei soci, per un’area dedicata anche al Carnevale dei Bambini ed altre aree dedicate alle attività del circolo, la parte alta dello stabile sarebbe già al centro di una trattativa fra alcune proposte per la costruzione di alcuni uffici. Il piano terra, invece, seguirebbe la sua naturale vocazione commerciale, venendo incontro a quanti vorranno provare ad aprire nuovi esercizi in affaccio sulla strada provinciale.

Tramonta quindi un decennio in cui lo stabile avrebbe dovuto ospitare prima la nuova farmacia, che in queste settimane si sta spostando accanto alla nuova Coop in via Aporti, o la sede dell’anagrafe. Fra le difficoltà di questi anni anche il braccio legale fra l’Azienda Speciale Farmacie e la Unipol-Sai, compagnia di assicurazione con la quale nel 2010 era stata stipulata la fidejussione a garanzia della nuova farmacia, poi mai realizzata.

Un’opera affidata al Consorzio Etruria su un terreno messo a disposizione dalla Casa Culturale (sacrificando la vecchia pista di pattinaggio) che in cambio avrebbe ricevuto in permuta la costruzione delle opere. All’epoca l’Azienda Farmacie anticipò 1 milione e 86mila euro, mentre il Consorzio Etruria avrebbe dovuto consegnare l’immobile nel 2011. La storia poi è andata diversamente: la struttura è finita impantanata nelle difficoltà del Consorzio, poi avviato a concordato. Da qui la richiesta di rimborso dell’Azienda Farmacie a Unipol-Sai per la restituzione delle somme versate. Richiesta alla quale la compagnia si oppose in tribunale. —

Nilo Di Modica

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