Il Tirreno

Pontedera

da ponsacco a roma per chiedere giustizia 

«Noi siamo ergastolani del dolore e chi ha ucciso i nostri figli è libero»

Sabrina Chiellini
I genitori di Sara e Lorenzo alla manifestazione a Roma
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I genitori di Sara e Lorenzo alla manifestazione a Roma

Lorenzo e Sara furono travolti in scooter da un’auto, i genitori al corteo dei familiari delle vittime della strada

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PONSACCO. «Mamme condannate all’ergastolo del dolore. Chi ha ucciso è in libertà grazie alla legge italiana». Reggono un gigantesco striscione con le foto dei loro figli, morti in seguito ad incidenti stradali. Sono tanti i familiari delle vittime della strada che manifestano davanti al Colosseo. Urlano la loro rabbia, mentre mostrano foto o indossano t-shirt con le immagini dei loro figli. Sono i volti di chi ha incontrato sulla sua strada automobilisti ubriachi, drogati o distratti. Un attimo di distrazione uccide e semina lacrime e dolore. Tra i manifestanti ci sono anche i genitori di Sara Cicciotto e Lorenzo Malacarne, di Ponsacco: il loro scooter venne travolto, in via delle Colline a Pontedera, da un’auto, la cui conducente risultò positiva all’alcoltest. Avevano 17 e 18 anni i due studenti. Impossibile dimenticare quella sera di luglio 2016. L’automobilista aveva un tasso alcolemico nel sangue superiore di tre volte il limite consentito. Venne arrestata con l’accusa di omicidio stradale. La giovane è uscita dalla vicenda giudiziaria patteggiando la pena: quattro anni e mezzo di reclusione. Ha scontato sei mesi ai domiciliari, i restanti quattro anni li sconterà in prova ai servizi sociali. Dolore su dolore per chi resta dopo la morte di un figlio e che non smetterà di chiedere pene più severe per chi non ha rispetto degli altri utenti della strada. . «Siamo a Roma per chiedere giustizia per le prossime vittime di omicidi stradali», dicono i genitori di Sara e Lorenzo che hanno sfilato per le strade della capitale con altri genitori che vivono il loro stesso dramma..

“Rispettiamoci in strada” è il nome della manifestazione per la sicurezza stradale promossa da oltre duecentocinquanta associazioni, con il patrocinio del Coni, di Aci e della Federazione Ciclistica Italiana.

La principale causa di tante assurde morti sulle strade dipende dal degrado etico e morale, dal disinteresse: urlano i manifestanti. «Per evitare queste tragiche conseguenze serve rispetto», chiede chi piange vittime della strada e della giustizia.

«La strada fa più vittime di una guerra e ha ucciso i nostri figli innocenti»: parole che scandiscono il ritmo della manifestazione.

In tanti tornano a chiedere una legge vera: la lentezza dello Stato risulta indifferenza, uccide giorno per giorno chi ha perso figli o familiari in assurdi incidenti. «La legge italiana patteggia con chi ha ucciso i nostri figli, ci uccide ripetutamente nelle aule dei tribunali e ci condanna noi all’ergastolo del dolore», si legge nel volantino diffuso da chi ha organizzato la protesta.

I promotori dell’iniziativa per la sicurezza sulle strade chiederanno un incontro alle più alte cariche dello Stato.

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