Sicurezza
L'allarme: «Ancora fiamme sul Serra». Ma è un “fuoco prescritto” per prevenire nuovi incendi
A Calci primo cantiere con roghi controllati per pulire il bosco e limitare gli incendi ma la tecnica in uso in Francia, Spagna e Stati Uniti scatena la paura dei residenti
Calci. Le fiamme per prevenire il fuoco. Alzando lo sguardo verso una delle vette del Monte Serra, la mente è tornata al settembre 2018. Le fiamme, il fumo, i lampeggianti delle squadre di soccorso hanno rotto per qualche ora la cortina di nebbia che ieri mattina ha avvolto i Monti pisani. Una sorta di déjà vu, al punto da spingere il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti a lanciare un appello sui social network a non creare allarmismi.. Le fiamme che si sono alzate in località Prataccio sono state da tanti interpretate come l’inizio di un nuovo, possibile, dramma per il polmone verde della provincia di Pisa. Questa volta però, il fumo si è diradato velocemente, il fuoco circoscritto e il lavoro delle decine di volontari e personale specializzato concluso con un lieto fine.
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Nei pressi della vasca d’acqua a disposizione delle squadre antincendio, un’area strategica per fronteggiare e per cercare di fermare la propagazione di un incendio, è andato “in scena” un cantiere di “fuoco prescritto”, l’operazione di prevenzione degli incendi boschivi che prevede l’applicazione del fuoco in determinate aree per limitare la quantità di materiale infiammabile nel sottobosco e rendere più difficile il passaggio delle fiamme in caso di un incendio. Il primo di una serie di cantieri che nelle prossime settimane saranno “allestiti” negli altri Comuni dei Monti Pisani per preparare il territorio montuoso ad affrontare la stagione calda e ridurre il più possibile il rischio e la propagazione delle fiamme incontrollate.
Sono bastati pochi minuti alla squadra di una trentina di operatori (personale appositamente formato della Regione Toscana, operai forestali del cantiere del Monte pisano e dell’Unione montana Alta Valdicecina e i volontari delle Associazioni antincendi boschivi Coordinamento Monte pisano, Anpas 8 Pubblica assistenza Pisa e Racchetta 22 di Cascina affiancati da una squadra dei vigili del fuoco) per mandare in “fumo” poco più di un ettaro di territorio. Decine di piccoli arbusti (in particolare eriche e ginestroni di altezza massima di un metro e mezzo) bruciati rapidamente, senza compromettere la qualità e la “funzionalità” del terreno sottostante e senza danneggiare la fauna e la vegetazione circostante.
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L’obiettivo è formare una sorta di frontiera protettiva, ma anche esercitare il personale ad affrontare una nuova, eventuale, emergenza.
Caschi in testa, tute protettive e scarponi: questa volta i volontari non hanno fatto ricorso all’acqua, ma a “torce” cariche di una miscela di gasolio e benzina per appiccare il fuoco. Prima lo studio delle condizioni metereologiche e quelle del territorio dove intervenire. Poi un rapido giro perlustrativo prima dell’accensione delle fiamme.
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In punti strategici, gli osservatori delle squadre antincendio setacciano il territorio comunicando in tempo reale con il personale sul campo l’andamento dell’incendio e le azioni da concretizzare per circoscriverlo.
«Si tratta di un intervento previsto dal piano di prevenzione dei Monti pisani – spiega Marco Bagnoli del servizio antincendi boschivi della Regione Toscana e direttore del cantiere – che prevede l’eliminazione della vegetazione del sottobosco tramite l’utilizzo del fuoco affinché non sia motore degli incendi boschivi durante il periodo estivo, quello cioè più critico».
La tecnica del fuoco prescritto, la cui pratica è da tempo diffusa in molti Paesi (soprattutto Stati Uniti, Francia, Spagna e Portogallo), permette di modificare il modello di “combustibile” di un eventuale incendio, eliminando o riducendo il materiale vegetale fine e quello morto per permettere di recuperare gli spazi aperti ai margini del bosco e creare una barriera naturale alla propagazione delle fiamme.
Un’operazione che, nonostante gli avvisi dei giorni scorsi, ha creato non poca apprensione tra i residenti al punto da spingere il sindaco Ghimenti a lanciare un appello sui social network per tranquillizzare la popolazione: «Non è un incendio: si tratta del cantiere di “fuoco prescritto”. Un’operazione di prevenzione che consiste nell’utilizzo del fuoco per pulire intere aree ad alto rischio propagazione in caso di scoppio incendio. Tutte le centrali operative sono state avvisate dal personale regionale. Non vi allarmate per l’area del Prataccio. Restate invece vigili su altre zone del Monte». –
Danilo Renzullo
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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