La manifestazione
Pirri via dal Pd, il sindaco: «Ora devi dimetterti»
Polemiche sull’ingresso in Italia Viva del presidente del consiglio comunale Si va vesto la sfiducia, il sostituto potrebbe essere un esponente di opposizione
PONTEDERA. Il sindaco Matteo Franconi sceglie la via dei toni bassi, ma in modo neppure troppo velato chiede le dimissioni. Dal circolo Pd del quartiere di Fuori del Ponte “l’invito” arriva in maniera decisamente più calda: «Ora sacrifica la poltrona». Il passaggio dai Dem a Italia Viva di Angela Pirri, presidente del consiglio comunale, ex vicesindaco e assessore allo sviluppo commerciale, è destinato a lasciare strascichi all’interno di Palazzo Stefanelli, e anche nel cuore del Partito Democratico locale.
All’orizzonte c’è addirittura la clamorosa ipotesi di un presidente del consiglio di centrodestra o a 5 Stelle. Pare, infatti, che Franconi e i suoi ci stiano pensando. Gli indiziati numero uno per il post-Pirri sono due: Franco Valleggi, consigliere comunale e figura storica della politica di zona, eletto con Pontedera SiCura-Fratelli d’Italia, e Fabiola Toncelli, leader del Movimento 5 Stelle pontederese e unica rappresentante pentastellata in consiglio comunale.
Pirri ha motivato il suo passaggio alla corte di Renzi in una lunga lettera, in cui parla di un Pd «fermo» di fronte ai problemi del Paese. La comunicazione di Pirri è arrivata a poche ore dall’assemblea nazionale di Italia Viva, che si è svolta ieri a Roma. Ora resta da capire che ne sarà della carica di presidente del consiglio comunale, che Pirri ha ottenuto in seguito alla sua candidatura nella lista Pd a sostegno di Matteo Franconi, alle elezioni della scorsa estate.
Il sindaco ieri mattina sul suo profilo Facebook ha pubblicato alcune righe di commento, in una «Lettera aperta per chi viene, per chi resta e per chi va. E per chi sa che la danza non è mai immobile», in cui non viene mai nominata Angela Pirri. Anche se il riferimento è chiarissimo. «Se una coalizione cittadina – scrive Franconi – decide in modo condiviso di farsi rappresentare in un ruolo istituzionale da una persona che decide legittimamente di aderire ad una formazione politica che sta al di fuori di quel percorso di rappresentanza, la prima cosa da fare è rimettere quel ruolo nelle mani e nelle decisioni di chi lo ha conferito».
Ma la risposta di Pirri è chiarissima: «Non mi dimetto. Le figure istituzionali si tutelano e non si abbattono».
Nel prossimo consiglio comunale, venerdì, la maggioranza con ogni probabilità chiederà di votare la sfiducia ad Angela Pirri. Il voto per toglierle il ruolo di presidente del consiglio dovrebbe essere piuttosto trasversale. A meno che la ricercatrice calabrese non faccia marcia indietro e rassegni le dimissioni nei prossimi giorni.
Gesto chiesto a gran voce dal circolo Pd del quartiere di Fuori del Ponte, rappresentato dal segretario Gioiele Cantagallo. «La Pirri scappa dal Pd e torna dal suo primo amore: Renzi, ovvero Italia Viva scrive Cantagallo. «L’abbiamo vista fare le fusa a destra e a manca in cerca di sostegni. È stata assidua e insistente nel cercare voti e appoggi per salire su qualche trono del consiglio comunale», attacca ancora il segretario del circolo Pd di Fuori del Ponte. Intanto l’ala Pd del consiglio comunale, sollecitata da Franconi, pensa a una figura di “garanzia” nel ruolo di presidente del consiglio. Con la possibilità di aprire un dialogo profondo con l’opposizione. —
Tommaso Silvi
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