Sicurezza
La casa per disabili di Marciana è realtà
Gestita dalla Paim e finanziata con fondi regionali garantirà autonomia a 3 persone che vivranno in coabitazione assistita
CASCINA. La legge sul “Dopo di noi” è stata approvata nel 2016. Mira all’assistenza di persone con disabilità prive del sostegno familiare. Grazie a questa legge si sono attivati molti progetti per permettere a ragazzi e ragazze svantaggiati di intraprendere percorsi capaci di aumentare il loro livello d’integrazione nella società. E sulle fondamenta del “Dopo di noi” è stata realizzata anche “la casa di Marciana”, inaugurata ieri mattina, dove si realizzerà il piano “Abitare sicuro”.
L’immobile, in via Savi, è stato ristrutturato grazie al finanziamento della Regione e può accogliere fino a tre persone in coabitazione guidata, grazie al supporto del personale dedicato e degli operatori della vicina casa famiglia, che dal 2002 ospita la comunità di alloggio protetto per disabili. “La casa di Marciana” è gestita dalla cooperativa Paim, che si occupa anche della casa famiglia poco distante. Quello di Paim, in realtà, è un lavoro di squadra insieme a Uirdm, Croce Rossa e coordinamento etico Cargivers. Tutti soggetti della solita rete, che lavora ogni giorno per garantire un presente e un futuro dignitoso a persone diversamente abili.
Va al suo posto, dunque, un’altra tessera di “co-living”, l’articolato mosaico di interventi promosso dalla Società della salute pisana in attuazione della legge sul “Dopo di noi”. Alla base di tutto c’è il finanziamento regionale da 516mila euro per la gestione di dieci strutture dedicate all’autonomia abitativa delle persone con disabilità.
«Questa è una prima, concreta esperienza che scaturisce da un percorso di progettazione condivisa, una procedura introdotta dal nuovo codice del terzo settore, che consente di creare le condizioni per allargare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, condividendo responsabilità, rischi e risorse», spiega Giuseppe Cecchi, responsabile dell’area progettazione e sviluppo della cooperativa Paim, poco prima del taglio del taglio del nastro.
«Anche questo intervento conferma come dalla sinergia tra pubblico e terzo settore possano arrivare soluzioni innovative a problemi particolarmente sentiti, anche sul nostro territorio, come il “Dopo di noi”», afferma Leonardo Cosentini, assessore alla cultura e all’associazionismo del Comune di Cascina.
“La casa di Marciana” attualmente è occupata da una sola persona, alla quale, però, presto se ne aggiungerà un’altra. «Progetti come questo sono un esempio di buona prassi per una vera inclusione – puntualizza la presidente della Società della Salute pisana, Gianna Gambaccini –, i programmi che perseguono l’obiettivo del raggiungimento di vita autonoma e indipendente delle persone con disabilità sono imprescindibili per una società che intenda definirsi civile».
Soddisfazione espressa anche da Davide Ricotta, funzionario della Regione impegnato nell’ambito del coordinamento di attività di programmazione sanitaria e sociale: «La Toscana è una delle regioni più avanzate in assoluto nell’attuazione delle attività previste con la legge sul “Dopo di noi”. La forza del terzo settore in Toscana ha permesso numerose esperienze pilota sul territorio».
«I progetti legati al “Dopo di noi” – conclude Ricotta – mirano a superare l’isolamento di persone svantaggiate e a favorirne l’integrazione nel tessuto sociale». –
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
