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riqualificazione del borgo 

Fucecchio “sfida” San Miniato: centro alto, 25 progetti di rilancio

Marco Sabia
Fucecchio “sfida” San Miniato: centro alto, 25 progetti di rilancio

Spinelli presenta la mostra degli elaborati di aspiranti architetti e fissa l’obiettivo «Anche noi possiamo diventare attrattivi per i turisti, partiamo da queste idee»

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FUCECCHIO. L’obiettivo – a dir poco ambizioso – è quello di rendere nuovamente il centro storico alto di Fucecchio un polo attrattivo della via Francigena, di cui questa città è storicamente uno dei crocevia. Per farlo, mettere in campo progetti rivoluzionari, che vadano a ridare vita a quattro punti strategici del borgo alto: via Sbrilli, Poggio Alberighi, via Castruccio (Porta di Sant’Andrea) e le scarelle, cioè le vecchie scale che da viale Buozzi portano “insù” (come dicono a Fucecchio).

Il Comune ha infatti avviato una collaborazione con la facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, la quale ha fatto redigere ad una settantina di alunni (del secondo anno) 25 progetti di riqualificazione del borgo alto. Con lo scopo, nemmeno troppo nascosto, di applicare il “metodo San Miniato”, cioè di trovare delle soluzioni idonee per far sì che la parte più storica di Fucecchio non rimanga soltanto un dormitorio. Questi progetti saranno visionabili da oggi all’interno di una mostra (vedi box), ma ciò che conta è che, in futuro, potrebbero passare dai rendering (o dai plastici) alla realtà: «Fucecchio – sottolinea il sindaco Alessio Spinelli – ad un certo punto ha vissuto uno spopolamento del suo borgo alto, con le famiglie più importanti che si sono spostate nella piana. Di conseguenza si è perso quell’attaccamento al proprio territorio e al proprio centro, fondamentali per averne cura. A San Miniato questo non è accaduto e adesso vediamo quanto quel centro è vitale».

Ma se San Miniato è il modello, Fucecchio non si sente da meno: «Siamo crocevia della Francigena, abbiamo una storia enorme alle spalle – prosegue Spinelli –. Questi progetti sono importanti per darci idee non scontate per il futuro di queste importanti aree».

Tra questi progetti c’è, ad esempio, il collegamento di viale Buozzi col Poggio Salamartano, sfruttando tutta una serie di soluzioni architettoniche; oppure la realizzazione di un parcheggio in fondo a via Sbrilli, per liberare parzialmente piazza Veneto dal giogo delle auto. I progetti – supervisionati dal professor Stefano Lambardi e dagli architetti Giulia Giuntini e Simona Scarnera (sue collaboratrici) – nascono dalle mani di studenti del secondo anno della facoltà di architettura dell’ateneo fiorentino: «Abbiamo individuato – ha aggiunto Lambardi – dei punti nevralgici del borgo dove tentare un’inversione di tendenza. E una comunità come questa non a caso è animata dal Palio, perché vuol dire sentirsi orgogliosi di essere fucecchiesi e tenerci a ciò che si è». C’è già più di un precedente: l’ultimo è relativo alla tesi di laurea (sempre in architettura) che prevedeva la realizzazione di una scala panoramica nella torre di mezzo del Corsini (i lavori sono in corso adesso). —

Marco Sabia

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