Il Tirreno

Pontedera

Angela Pirri lascia il Pd ed entra in Italia Viva di Renzi

Angela Pirri lascia il Pd ed entra in Italia Viva di Renzi

L’ex vicesindaca e assessora nella giunta di Simone Millozzi: «Con grande rispetto auguro al Partito democratico  un proficuo congresso»

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PONTEDERA. «Ho deciso di lasciare il Pd ed entrare in Italia Viva. Un partito giovane, senza paracaduti di sicurezza, ma che ha già fatto scelte di campo precise: essere una forza politica nel centrosinistra a livello nazionale, appoggiare la candidatura di Eugenio Giani a livello regionale, e costruire alleanze rispettose a livello comunale». Angela Pirri, presidente del consiglio comunale di Pontedera ed ex vicesindaca nella giunta di Simone Millozzi comunica così, al temine di una lunga lettera, la scelta di seguire Matteo Renzi.

«Con grande rispetto, lo stesso che merita la mia scelta – dice – auguro ai miei ex compagni di partito un proficuo congresso».

Una scelta di campo, ma anche abbastanza naturale per una “renziana” della prima ora che non si è mai nascosta. E ora che l’ex premier ha fondato il suo nuovo partito, Pirri ha deciso di fare il grande passo, entrando nella lista di politici locali che hanno seguito l’ex segretario provinciale del Pd, Massimiliano Sonetti.

E nella sua lettera di saluti, la presidente del consiglio comunale pontederese cita tutti i temi che le stanno a cuore e che stanno, secondo lei, evidenziano una politica di sostanziale stallo da parte del Partito democratico. Si va dal concetto di “competenza e merito” alla tutela dei lavoratori attraverso «la sua costante riqualificazione e formazione in maniera tale che sia sempre un valore aggiunto per l’azienda», passando per l’industria 4.0 che, secondo Pirri, «sta cambiando i paradigmi della produzione industriale, sia in termini di innovazione di prodotto che di processo». E poi, un altro argomento che ha visto Renzi contro il governo, la questione della plastic tax e gli incentivi alle aziende da parte dello stesso governo Renzi in fatto di trasferimento tecnologico proprio per l’industria 4.0.

«Dinanzi a tutto questo un partito può discutere, può anche litigare, ma sicuramente non può restare immobile – prosegue l’ex assessora al commercio di Pontedera –. Perché i processi o si governano oppure si subiscono. Non ci sono strade terze percorribili. Da troppo tempo il Pd è fermo, concentrato su sterili discussioni interne che ne hanno affossato l’azione propositiva e riformista che era la ragione fondante del suo esistere. La mancata approvazione della legge sullo “ius culturae” e l’accettazione della riforma Bonafede sulla prescrizione sono solo due dei temi, ma si potrebbero citarne tanti altri, dinanzi ai quali il Pd non ha mostrato di avere una politica caratterizzante».

E ancora: «Le discussioni nazionali non restano mai tali ed inevitabilmente ricadono nel locale. Il Partito democratico nei nostri territori non è stato immune da tutto ciò. Visioni politiche, spesso molto distanti, hanno forzatamente convissuto». Da qui la decisione di lasciare il Pd e di entrare in Italia Viva che, ovviamente, farà molto discutere a Pontedera. —

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