Gioco
Un 2019 negativo sotto tutti i punti di vista per l’industria conciaria
MILANO. Secondo l’Unione italiana industria conciaria (Unic), il settore delle concerie ha chiuso il 2019 con un calo complessivo pari al 7,3% in valore della produzione e dell’11,6% in termini di volume di metri quadrati di pelli finite prodotte (–8,2% la variazione in chili per il segmento cuoio da suola). I motivi dell’andamento al ribasso vanno ricercati nelle forti incertezze che hanno caratterizzato (e stanno caratterizzando tuttora) il quadro economico internazionale.
«In questo difficile contesto alcuni segmenti di clientela, principalmente all’interno del settore calzaturiero e dell’automotive, hanno messo in atto pesanti politiche di contenimento dei costi, con rilevanti ripercussioni sui volumi ordinati – dicono da Unic –. Risultati generalmente più soddisfacenti per le produzioni conciarie destinate alla pelletteria, ma scarso dinamismo su arredo e abbigliamento. Se il trend di domanda è apparso molto variabile nel corso dell’anno, il dettaglio geografico dei dati di vendita segna un ribasso medio sul mercato interno leggermente meno intenso (-3,9%) rispetto a quanto registrato sul fronte estero (che continua ad assorbire oltre il 75% della produzione italiana di pelli).
Le esportazioni del settore sono diminuite dell’8,2% in valore e i risultati sui principali Paesi esteri di destinazione mostrano rare eccezioni al quadro negativo generale. —
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