Il Tirreno

Pontedera

I primi arresti eseguiti un anno fa 

Dietro lo spaccio a scuola una vasta rete di pusher

Sabrina Chiellini
Dietro lo spaccio a scuola una vasta rete di pusher

Scattano sequestri e notifiche di divieti di dimora. Uno degli indagati finisce in manette dopo aver gettato 10 grammi  di cocaina dal terrazzo di casa

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. L’indagine nasce dal monitoraggio dello spaccio al villaggio scolastico di Pontedera. Prima c’è l’uso personale e poi lo spaccio agli amici. Finiscono in manette, ormai un anno fa, anche un paio di studenti trovati con la droga da vendere ai coetanei. Dopo i primi sequestri e arresti i carabinieri della compagnia di Pontedera cominciano un lavoro durato per mesi, servito a tracciare i fornitori: magrebini e albanesi per lo più e due italiani. Una vasta rete di pusher, a dimostrazione di un mercato che non conosce crisi. Otto mesi fa i carabinieri arrivano a Santa Maria a Monte dove arrestano un 30enne trovato in un casolare con sei etti di droga (aveva mezzo chilo di eroina) e un arsenale, pistole con matricola abrasa e munizionamento di vario calibro.

Dietro i ragazzini i carabinieri intravedono subito un giro molto più ampio, ricostruito nei dettagli anche se il tribunale non ha concesso misure di custodia cautelare in carcere. Uno degli indagati è stato arrestato in flagranza: quando i carabinieri sono andati a casa sua, a Castelfranco di Sotto, per notificargli il divieto di dimora, lui ha gettato 10 grammi di cocaina dal terrazzo, subito recuperati e sequestrati. Oggi lo straniero sarà processato per direttissima a Pisa.

Dunque all’alba di ieri i militari della compagnia carabinieri di Pontedera, in collaborazione con le Compagnie di San Miniato, Pisa e Volterra e con il supporto dei Nuclei cinofili di Pisa San Rossore e Firenze, ha dato esecuzione a complessive 26 misure cautelari (non tutte al momento eseguite), tutte consistenti nel divieto di dimora nelle province di Pisa e Firenze, emesse dall’Ufficio Gip del Tribunale di Pisa, dopo che la Procura aveva chiesto altrettante misure cautelari custodiali. Gli indagati sono tutti accusati di spaccio. Contestato anche lo spaccio a minori, nelle piazze, nei locali e nelle scuole. Gli indagati abitano nei comuni di Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno. È una fotografia desolante quella che emerge dalle indagini, considerato l’elevato numero di cessioni che sono state ricostruite anche attraverso le testimonianze dei consumatori.

Lo spaccio era in mano a tunisini, marocchini, albanesi e italiani, quasi tutti pregiudicati per reati specifici.

Tali provvedimenti scaturiscono dall’attività investigativa, condotta dal Norm – Aliquota Operativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, tra i mesi di aprile e novembre 2019. Gli indagati avevano una serie di contatti in Valdera oltre a rifornire le piazze di spaccio del Valdarno Inferiore di sostanze stupefacenti del tipo hashish, marijuana, eroina e cocaina.

Nel tempo i carabinieri hanno effettuato alcuni arresti in flagranza, denunce in stato di libertà, nonché varie segnalazioni alla Prefettura di assuntori, giovani e meno giovani, abituati a fare uso abituale di droghe. –

Sabrina Chiellini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web