Attenzione
Dietro lo spaccio a scuola una vasta rete di pusher
Scattano sequestri e notifiche di divieti di dimora. Uno degli indagati finisce in manette dopo aver gettato 10 grammi di cocaina dal terrazzo di casa
CASTELFRANCO. L’indagine nasce dal monitoraggio dello spaccio al villaggio scolastico di Pontedera. Prima c’è l’uso personale e poi lo spaccio agli amici. Finiscono in manette, ormai un anno fa, anche un paio di studenti trovati con la droga da vendere ai coetanei. Dopo i primi sequestri e arresti i carabinieri della compagnia di Pontedera cominciano un lavoro durato per mesi, servito a tracciare i fornitori: magrebini e albanesi per lo più e due italiani. Una vasta rete di pusher, a dimostrazione di un mercato che non conosce crisi. Otto mesi fa i carabinieri arrivano a Santa Maria a Monte dove arrestano un 30enne trovato in un casolare con sei etti di droga (aveva mezzo chilo di eroina) e un arsenale, pistole con matricola abrasa e munizionamento di vario calibro.
Dietro i ragazzini i carabinieri intravedono subito un giro molto più ampio, ricostruito nei dettagli anche se il tribunale non ha concesso misure di custodia cautelare in carcere. Uno degli indagati è stato arrestato in flagranza: quando i carabinieri sono andati a casa sua, a Castelfranco di Sotto, per notificargli il divieto di dimora, lui ha gettato 10 grammi di cocaina dal terrazzo, subito recuperati e sequestrati. Oggi lo straniero sarà processato per direttissima a Pisa.
Dunque all’alba di ieri i militari della compagnia carabinieri di Pontedera, in collaborazione con le Compagnie di San Miniato, Pisa e Volterra e con il supporto dei Nuclei cinofili di Pisa San Rossore e Firenze, ha dato esecuzione a complessive 26 misure cautelari (non tutte al momento eseguite), tutte consistenti nel divieto di dimora nelle province di Pisa e Firenze, emesse dall’Ufficio Gip del Tribunale di Pisa, dopo che la Procura aveva chiesto altrettante misure cautelari custodiali. Gli indagati sono tutti accusati di spaccio. Contestato anche lo spaccio a minori, nelle piazze, nei locali e nelle scuole. Gli indagati abitano nei comuni di Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno. È una fotografia desolante quella che emerge dalle indagini, considerato l’elevato numero di cessioni che sono state ricostruite anche attraverso le testimonianze dei consumatori.
Lo spaccio era in mano a tunisini, marocchini, albanesi e italiani, quasi tutti pregiudicati per reati specifici.
Tali provvedimenti scaturiscono dall’attività investigativa, condotta dal Norm – Aliquota Operativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, tra i mesi di aprile e novembre 2019. Gli indagati avevano una serie di contatti in Valdera oltre a rifornire le piazze di spaccio del Valdarno Inferiore di sostanze stupefacenti del tipo hashish, marijuana, eroina e cocaina.
Nel tempo i carabinieri hanno effettuato alcuni arresti in flagranza, denunce in stato di libertà, nonché varie segnalazioni alla Prefettura di assuntori, giovani e meno giovani, abituati a fare uso abituale di droghe. –
Sabrina Chiellini
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