Sicurezza
I bio-robot di Sant’Anna e Cnr per la riabilitazione post-ictus
Pontedera. Studiare il sistema nervoso dell’uomo per “educare” i robot a migliorare l’efficacia della riabilitazione post ictus. È la nuova sfida a cui stanno lavorando l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna, l’Istituto di neuroscienze del Cnr di Pisa e il Dipartimento di ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’Università di Pisa insieme al Politecnico di Milano e a quello di Losanna. La tesi di studio, proposta nell’articolo “Advanced neurotechnologies for the restoration of motor function” pubblicato sulla rivista Neuron, ha l’obiettivo di combinare riabilitazione classica, riabilitazione robotica e soluzioni avanzate di neurotecnologia per migliorare i risultati clinici della riabilitazione.
Gli scienziati impegnati nella ricerca sono Silvestro Micera (Sant’Anna e Politecnico di Losanna), Matteo Caleo (Università di Padova e Cnr Pisa), Carmelo Chisari (Università di Pisa), Friedhelm C. Hummel (Politecnico di Losanna) e Alessandra Pedrocchi (Politecnico di Milano). Il team con cuore pisano e ramificazioni internazionali è certo che si possano individuare soluzioni tecnologiche avanzate, che sfruttino sistemi robotici intelligenti ed elettrodi in grado di stimolare il sistema nervoso, per aumentare l’efficacia della riabilitazione post-ictus e favorire un possibile ripristino della funzione motoria nei pazienti. Ma perché ciò sia davvero possibile è necessario comprendere meglio i meccanismi con i quali il sistema nervoso compie o ri-apprende i vari tipi di movimenti. Da qui la necessità di un approccio multidisciplinare che parta proprio dal comprendere a fondo i meccanismi che regolano la riabilitazione.
L’ictus è la principale causa di disabilità nei paesi occidentale e la seconda causa di morte a livello mondiale. In Europa più di 3,7 milioni di pazienti soffrono di sintomi correlati all'ictus. Solo una piccola parte di questi è in grado di ristabilirsi e tornare a una vita normale, senza problematicità. Recenti studi hanno dimostrato l’importanza delle tecniche di neurostimolazione e robotiche. Queste possono affiancare e potenziare i trattamenti già esistenti. Combinandoli, Sant’Anna, Cnr e Università di Pisa sono certi di compiere di fatto un notevole passo in avanti rispetto alle terapie tradizionali post-ictus. —
G.B.
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