Toscana
Un “Tubone” per poter avvicinare le due sponde del fiume Arno
Il piano di riordino idrico eliminerà lo sfruttamento della falda. Ad Aquarno e Cuoiodepur 22 milioni di metri cubi di reflui civili
SANTA CROCE. L’acqua divide, ma è in grado anche di unire il distretto conciario. Il fiume Arno è in mezzo a Santa Croce e Ponte a Egola e rappresenta l’elemento fondamentale per la concia delle pelli. È lungo questo filo conduttore che si sono registrati i grandi successi di un comparto capace di dettare legge nel campo della moda; e che si giocano i destini futuri di tantissime aziende della concia. . Il Tubone è il progetto chiave per capire le intenzioni di una categoria imprenditoriale capace di anticipare i tempi e di investire in prima persona su operazioni determinanti. Prova ne è il Polo tecnologico conciario e, prima ancora, tutto il sistema distrettuale di impianti nati per recuperare e smaltire le sostanze inquinanti derivanti dalla concia della pelle. Coi depuratori Aquarno a Santa Croce e Cuoiodepur a San Romano per le concerie pontaegolesi che rappresentano le strutture su cui ruota tutto il sistema creato per limitare i danni della produzione. Proprio i depuratori della zona sono centrali per il riordino idrico toscano, il Tubone appunto, i cui lavori stanno procedendo, nonostante la complessità dell’operazione.
Quarantadue i Comuni coinvolti Valdinievole, Valdelsa e Valdera per un accordo di programma sottoscritto da Regione Toscana, Ministero dell’ambiente, Associazione conciatori di Santa Croce e Consorzio conciatori di Ponte a Egola. Grazie all’accordo si potrà raggiungere l’obiettivo unico al mondo di ridare alle concerie parte dell’acqua depurata, in modo che possa essere riutilizzata nei processi di lavorazione, andando così ad azzerare lo sfruttamento della falda acquifera. Cosa che attualmente è già possibile in Aquarno grazie all’impianto pilota Acqua 360. L’accordo prevede la dismissione di una serie di vecchi depuratori della Valdinievole, dalla Valdelsa e della Valdera, per convogliare nei due impianti di Santa Croce e Ponte a Egola 22 milioni di metri cubi di reflui domestici all’anno.
Questo sistema offrirà un duplice il beneficio: per la parte pubblica si prospetta la messa a norma della depurazione domestica in un’area di ben quarantadue Comuni; per quella privata la possibilità di utilizzare i reflui civili depurati per la concia delle pelli.
L’acqua, quindi, sarà il trait d’union che legherà le due sponde dell’Arno in futuro, coi due depuratori che rappresentano anche punti di riferimento per l’educazione ambientale. Il 27 febbraio per esempio, al depuratore Cuoidepur ci sarà Green Week, la settimana della Green Economy che da martedì 25 febbraio a domenica 1 marzo attraverserà Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Trentino e arriverà fino in Toscana per scoprire e raccontare i luoghi di eccellenza della produzione green. La visita all’impianto di San Romano s’inserisce in una giornata speciale dedicata al settore dell'industria conciaria, esempio ante litteram di economia circolare.
Il 21 marzo, invece, sarà la volta del depuratore Aquarno di Santa Croce ad aprire le porte al pubblico per una marcia ludico motoria all’interno dei suoi impianti. “A spasso per l’Aquarno” sarà il titolo di una giornata in cui protagonisti saranno essenzialmente gli studenti delle scuole della zona, ma anche amanti delle escursioni e appassionati cinofili. Sarà l’appuntamento di primavera per parlare di ambiente ed ecosostenibilità in uno degli esempi più evidenti delle capacità di far convivere un’industria pesante come quella della concia insieme a politiche che puntano a ridurne al minimo l’impatto sull’ambiente. —
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