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Pontedera

«È l’anno della pelle green e sull’ecosostenibilità noi siamo all’avanguardia»

Sabrina Chiellini
«È l’anno della pelle green e sull’ecosostenibilità noi siamo all’avanguardia»

Michele Matteoli, presidente del Consorzio di Ponte a Egola «Abbiamo l’elasticità per reagire alle difficoltà del mercato» 

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È l’anno della vera pelle green. Ormai tutti gli articoli in pelle del mondo della moda e delle grandi firme sono prodotti in maniera più ecocompatibile e all’insegna dei principi dell’economia circolare. Il distretto conciario toscano in questo ha fatto da apripista grazie agli investimenti delle aziende nelle tecnologie e nel recupero degli scarti della lavorazione delle pelli.

Sarà all’insegna del “green”, del compatibile dal punto di vista ambientale, l’edizione di Lineapelle al via oggi, la più importante rassegna internazionale dedicata ai settori pelli, accessori, componenti, sintetico, tessuti e modelli per calzatura, pelletteria, abbigliamento e arredamento. Alla manifestazione sarà presente anche il consorzio conciatori di Ponte a Egola. Ne parliamo con Michele Matteoli.

Come si presenta il settore all’evento di Milano?

«I dati nazionali mostrano una lieve flessione, in particolare nell’ultimo semestre del 2019. Tuttavia eravamo fiduciosi per le previsioni dell’anno in corso. Poteva essere l’anno della ripresa. L’allarme nato per il coronavirus certamente fa paura anche nel mondo della moda».

Ci sono già state le prime conseguenze?

«Ad oggi, da quello che sappiamo, non ci sono state cancellazioni di ordini. Risultati tangibili rispetto alle notizie che arrivano dalla Cina ancora non ce ne sono state. Ma se non cambia qualcosa dobbiamo ritenere che prima o poi ci saranno ripercussioni anche nel nostro settore. Le aziende del settore della moda e del lusso realizzano in Cina e sui mercati asiatici una parte importante dei loro fatturati. Sarà inevitabile una flessione degli affari se qualcosa non cambia in tempi rapidi. Stimare le conseguenze forse è ancora presto».

Come si presenta il distretto a Lineapelle?

«Molte imprese hanno investito sulla tutela della pelle, sull’economia circolare ottimizzando anche l’utilizzo dei prodotti chimici. L’eccellenza dei nostri prodotti si basa su indiscutibili caratteristiche di naturalità, circolarità, durabilità e creatività, come evidenzia la campagna di Unic e noi siamo pronti. Alla fine il settore veramente green è quello della pelle e il distretto conciario è un attore principale nelle nuove lavorazioni».

I nuovi ostacoli non spaventano?

«Le nostre aziende hanno sempre avuto la necessaria elasticità nel cambiare. Sapranno reagire anche questa volta, se il mercato cinese dovesse avere flessioni importanti. A Lineapelle partecipa il 90% delle nostre aziende. Tutti hanno prodotti nuovi, caratterizzati dall’eco sostenibilità. È l’anno della pelle green e le nostre concerie sono tra le più attente al tema della sostenibilità produttiva e della riduzione dello spreco di risorse non rinnovabili, per diminuire l’impatto ambientale della produzione della pelle sul territorio. La logica del riutilizzo si trova sin dal recupero delle materie prime che derivano dagli scarti della filiera alimentare. La pelle di per sé è uno scarto dell’industria alimentare. Tutto il processo di produzione è certificato, così come la maggior parte dei rifiuti conciari è destinata al recupero».

E poi ci sono qualità e tradizione...

«Chi vuole creatività e originalità deve venire nel distretto della Toscana». –

Sabrina Chiellini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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