Il Tirreno

Pontedera

sono due donne di San Miniato 

«Con lo specchietto mi hai rotto il Rolex»: arrestate madre e figlia

S.T.

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SAN MINIATO. Riuscivano a truffare gli anziani meglio di ogni altro. Tanto che in appena cinque occasioni si sono fatte consegnare oltre diecimila euro direttamente dalle loro mani. La scusa era sempre la stessa, frutto di un meccanismo ben collaudato. «Ehi, mi hai rotto il Rolex con lo specchietto, guarda». E a riprova spuntava un orologio falso e mezzo rotto. Mamma e figlia, di mezzo c’erano sempre loro. Con una terza persona, ancora non rintracciata, che al telefono si spacciava come agente assicurativa della compagnia del malcapitato che, casualmente, ogni volta si sentiva consigliare caldamente di pagare in contanti onde evitare altri problemi.

Ma ora, i carabinieri, alle truffe hanno messo la parola fine. Arrestando le due donne, madre e figlia di 49 e 28 anni, originarie della Sicilia ma residenti a San Miniato. Sono Francesca Rasizzi Scalora, 49enne, e Giuseppina Rasizzi, di 28 anni. Entrambe vivono in Toscana da parecchi anni. L’operazione – ribattezza “Clock” dagli investigatori – è stata coordinata dai militari del Reparto operativo di Livorno con l’ausilio dei colleghi della Compagnia di San Miniato. Il reato ipotizzato è truffa aggravata. Gli anziani raggirati hanno raccontato sempre le stesse cose: «Mentre guidavo una donna ha urtato la mia macchina», ha detto uno di loro ai militari. Così, spaventato, è sceso per vedere cosa fosse successo, trovandosi di fronte madre e figlia. La prima si lamentava di aver subito un ingente danno all’orologio (definito quasi sempre un Rolex o un Cartier), mentre l’altra simulava una telefonata alla compagnia assicuratrice del mezzo in questione, con un’altra donna che alla cornetta consigliava senza indubi di pagare immediatamente.

Le truffatrici, con questo sistema, lo scorso 19 marzo a Cecina hanno truffato un ottantacinquenne ottenendo mille euro. Tre giorni più tardi, il 22, altri quattromila euro sempre da un anziano della stessa età, ma a San Vincenzo. Poi il 2 aprile, di nuovo a Cecina, tremila euro da un settantacinquenne e il 12, a Rosignano, si sono dovute accontentare, per così dire, di 100 euro da un uomo di 84 anni. Infine, fra i colpi più cospicui, altri tremila euro il 16 aprile da un cecinese di 82 anni. Raggiri in piena regola, con gli anziani che andavano a prelevare al bancomat per saldare quel debito infausto e falso che incombeva erroneamente su di loro, dilapidando pensioni e risparmi. Nel corso delle perquisizioni a casa sono stati rinvenuti quattro orologi non di pregio, usati dalle indagate per le truffe, e sequestrati i capi di abbigliamento indossati nel corso dei raggiri.

Ora entrambe si trovano agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, a San Miniato. L’operazione dei carabinieri ripropone all’attenzione l’annoso fenomeno delle truffe ai danni degli anziani da parte di malviventi che approfittano delle minori capacità di difesa di questi ultimi per estorcere loro del denaro. Indagini sono ora in corso da parte dei carabinieri per verificare se alle due donne possano essere attribuiti altri colpi commessi con la stessa tecnica anche in provincia di Pisa. —

S.T.

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