Gioco
Tommaso: diacono cresciuto alla scuola di don Gallo, sempre dalla parte degli ultimi
«L’accoglienza è uno dei punti fermi della mia vocazione. Porto il Vangelo anche allo stadio incontrando i tifosi»
PERIGNANO. La “chiamata” del Signore l’ha ricevuta dopo l’incontro a Genova con don Andrea Gallo, scomparso nel 2013 e per tutta la sua vita al fianco degli ultimi. Il percorso da seminarista l’ha svolto a Pavia, dove ha conosciuto monsignor Andrea Migliavacca. . Ed è proprio dal vescovo di San Miniato che, domenica, nella chiesa parrocchiale di Perignano, Tommaso Giani, 37 anni, di Pontedera, è stato ordinato diacono. Un passato da giornalista, anche come collaboratore del Tirreno, una grande passione per la bicicletta e il cuore segnato dall’amore per il calcio, in particolare per la Sampdoria. Tommaso Giani è cresciuto negli scout di Pontedera e successivamente ha intrapreso la sua missione al fianco dei più deboli e in modo particolare dei giovani.
«La scelta di diventare prete è sbocciata dall’incontro con don Andrea Gallo, a Genova. Ho vissuto nella sua comunità di accoglienza gli anni dell’università. Ho vissuto – racconta Tommaso – una messa in cui invece che sulle panche ci si radunava in cerchio, attorno all’altare. La preghiera dei fedeli durava mezz’ora, piena di testimonianze di vita. Una volta terminata ci si spostava in massa in sala da pranzo per continuare a stare insieme fra pastasciutte, barzellette e riflessioni. Di quella messa mi sono innamorato». Negli ultimi tempi, Tommaso Giani ha scelto di dedicarsi con particolare attenzione al centro di accoglienza notturno di Santa Croce sull’Arno. «È un’esperienza che mi sta salvando la vita – dice – quella di una dimensione abitativa condivisa nel segno dell’accoglienza è uno dei punti fermi della mia vocazione. Avevo bisogno di rinsaldare le mie radici. Ringrazio il vescovo e don Armando Zappolini per avermi fatto questo regalo. Abitare con i più poveri, e mescolarsi con loro, è una bussola preziosa per non perdere la strada del vangelo». Tommaso Giani, inoltre, è insegnante di religione in una scuola superiore di Fucecchio. Una scelta fatta per mantenere saldo il rapporto coi giovani. «Penso che per poter comunicare ai ragazzi, vadano prima di tutto ascoltati. Provare a parlare la loro lingua, essere coerenti con ciò in cui si crede, trovare un terreno comune. Solo così può consolidarsi un rapporto – spiega – e loro possono capire quanto gli vuoi bene, e appassionarsi ai tuoi stessi sogni. Ma il primo passo verso di loro dobbiamo farlo noi educatori, anche se costa fatica e ci mette in discussione».
E quando va a Genova per seguire la “sua” Sampdoria, Tommaso non perde la voglia di fare del bene. «Regalo focaccia di Recco a tutti i tifosi ospiti che vengono in trasferta. Una mossa originale, che spiazza, ma la polizia mi lascia fare e i tifosi avversari ringraziano. Un piccolo seme di vangelo in un mondo dove a volte la rivalità è vissuta in modo esagerato». —
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