Il Tirreno

Pontedera

L’inchiesta sulla strada di patto 

Opposizioni: subito il consiglio comunale aperto ai cittadini

Opposizioni: subito il consiglio comunale aperto ai cittadini

Lega e Fratelli d’Italia all’attacco: «Stupisce che in Comune non siano stati presi  provvedimenti cautelativi nei confronti degli indagati»

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PONTEDERA. Mentre il Comune deve decidere se consegnare, come prevede la normativa, ai consiglieri dell’opposizione la consulenza tecnica dell’ingegnere Massimo Losa che poi ha permesso all’amministrazione di citare in tribunale le aziende appaltatrici e un geologo, Lega e FdI chiedono la convocazione d’urgenza di un consiglio comunale aperto dedicato ai problemi e all’inchieste che riguardano la Strada di Patto. «Ci stupiamo del fatto che non siano stati ancora adottati provvedimenti in via cautelativa nei confronti dei dipendenti indagati. Non c’è una sentenza definitiva per cui non è auspicabile sanzionare nessuno in anticipo, ma il segretario generale di un ente pubblico è tenuto ad adottare in via cautelare tutte le misure necessarie a evitare che si ripetano i fatti della Strada di Patto. Ci sono progetti milionari, come il Progetto Apea, sui quali i tre dipendenti oggi indagati stanno lavorando. Vogliamo evitare altro spreco di denaro pubblico e pretendiamo trasparenza sull’intera vicenda della Strada di Patto, i cittadini che ci hanno votato ne hanno il diritto», dicono i due partiti di opposizione con una nota firmata da Rebecca Stefanelli, capogruppo Lega e Matteo Bagnoli, capogruppo Fratelli d'Italia. «Il centrodestra – aggiungono - ha presentato un’istanza di convocazione d’urgenza di un consiglio comunale aperto così da poter capire quali potranno essere le conseguenze di un’indagine penale che di fatto blocca l’intero ufficio dei lavori pubblici, settore strategico per il Comune».

Per ora il sindaco Matteo Franconi sembra prenderla con filosofia e attendere con fiducia gli eventi. L’altro giorno Franconi ha indossato per tutta la giornata un maglione con un bersaglio sul petto, peraltro di una ditta della Valdera. Il riferimento, come poi ha spiegato su Facebook, era a chi lo ha preso di mira sui social, sbagliando bersaglio, dopo la notizia dell’indagine sulla Strada di Patto. —



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