Toscana
La pietra “kandla” si sfoglia, stonano le buche sulla nuova piazza di Treggiaia
Nella frazione di Pontedera è stato scelto un materiale troppo sottile che salta per il peso delle auto. Polemiche contro l'amministrazione comunale
PONTEDERA. Ora che l’esecuzione dei lavori della “Strada di Patto” è finita al centro di una doppia inchiesta da parte della Procura della Repubblica e della Corte dei conti arrivano subito paragoni con altre opere pubbliche inaugurate e subito “ammalorate”. Se per la circonvallazione da 10 milioni di euro a cedere è il fondo stradale insieme all’asfalto che si spezzetta, a Treggiaia, in piazza Monti, la pietra indiana di colore grigio chiamata “kandla”, non se la passa meglio.
Inaugurata in fretta e furia alla vigilia delle amministrative del 2014 la nuova pavimentazione della piazza-gioiello della frazione ha messo in luce i primi problemi già dopo pochi mesi. All’epoca era sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, confermato poi per il secondo mandato, vicesindaco Massimiliano Sonetti, con le deleghe ai lavori pubblici. È vero, si dirà, si parla di cifre nettamente diverse, circa 300mila euro con gli arredi urbani. Ma il principio, fanno notare i residenti, è sempre lo stesso. Il fondo si è dissestato. Di chi è la colpa? Nel 2019, anche su questa cronaca, si era parlato di un danno dovuto al passaggio della spazzatrice. La pietra scelta, spiegano gli addetti ai lavori, è troppo sottile e non regge al carico del passaggio dei veicoli. Che cosa è successo da quando è stata inaugurata? Che il fondo è stato rattoppato con del semplice cemento, meno bello a vedersi ma più resistente.
La veduta panoramica che offre piazza Monti è una delle più belle della Valdera. Mille metri quadrati con pietra “kandla” e con apposite fasce di colore bianco per delimitare gli spazi in prossimità degli alberi e le zone per la viabilità e la sosta. Già, il transito e la sosta sono uno dei problemi che ha comportato la scelta di questa pietra. All’epoca si disse che si era cercato quanto più possibile di non alterare le caratteristiche del borgo e di riprendere le tonalità della pietra serena, soggetta al fenomeno della sfogliamento. Problema che a quanto pare riguarda anche i materiali “esotici”. I tecnici del Comune quando la pietra ha cominciato a rompersi hanno deciso di usare il cemento per coprire alcune buche e altrettante se ne sono aperte. Così a distanza di pochi anni l’opera pubblica avrebbe bisogno di una rinfrescata forse anche a causa di scelte non proprio azzeccate sui materiali.
Ovviamente la questione è nota a tutti gli amministratori e non è che non ci sia imbarazzo nel dover prendere atto che per gli appalti al massimo ribasso vale poco la regola del minimo sforzo, massimo rendimento. Ma al cittadino non si può impedire di pensare che quando vengono usati soldi pubblici la scelta di una pavimentazione per quanto possa essere originale o intonata alla storia di un borgo debba ricadere su materiali che possano durare a lungo. Che la piazza principale del paese sia anche un parcheggio è un fatto notorio. Forse i controlli nella fase dei lavori non sono serviti.
Le polemiche che periodicamente interessano l’area che è anche il cuore del paese comprendono anche le critiche al direttore dei lavori e il progettista. In paese raccontano anche di persone che sono cadute proprio a causa della pavimentazione. Presto il successore di Millozzi, Matteo Franconi, dovrà mettere mano al portafogli comunale per sistemare la piazza. Che non può essere lasciata in queste condizioni.
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