Toscana
Scuola per salvare l’artigianato Grieco: «Modello da esportare»
SANTA CROCE. Passi in avanti verso l’obiettivo dell’imprenditore 85enne Ivo Mancini, di Fucecchio, di avvicinare i ragazzi alle aziende dell’artigianato prima che questo scompaia per sempre. L’impegno è emerso nel corso dell’iniziativa organizzata da Mancini e dalla sua azienda Futura Lavorazioni Meccaniche di Santa Croce, che ha segnato la conclusione di una settimana di open day dedicata ai ragazzi delle medie inferiori e ai loro genitori, a cui è stato reso possibile visitare l’azienda e la scuola di meccanica di via Colombo e capire come funziona questo mestiere.
La giornata si è infatti divisa prima con una tavola rotonda in azienda, a cui ha preso parte l’assessora regionale Cristina Grieco, e a seguire una cena con dibattito al circolo Samo di Fucecchio, con il sindaco Alessio Spinelli e la sua vice Emma Donnini, con i dirigenti scolastici Anna Maria Leone del “Checchi”, Alessandro Imperatrice dell’istituto comprensivo di Santa Croce e l’omologa di Fucecchio Marinella Pascale. Le scuole citate, grazie all’input di Mancini, hanno avviato progetti per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro che, tra le varie visite conoscitive in azienda, prevedono anche incontri con la realtà di Futura. Un primo sostegno dunque a Mancini che a dicembre 2018 ha aperto nella sua azienda, a proprie spese, una scuola di meccanica con macchinari innovativi e un investimento di alcuni milioni di euro. Oggi Futura ospita un corso triennale Iefp di meccanica assieme all’agenzia Forium di S. Croce e, alla tavola rotonda, coordinata da Claudio Sottili, hanno partecipato anche alcuni ragazzi del primo corso.
«Credo che questo – commenta Mancini – sia solo l’inizio di un percorso in cui, per salvare l’artigianato preparando nuovi imprenditori e super tecnici, si debba intervenire a livello legislativo per far conoscere le imprese e avvicinare ancora di più i giovani con talento alle aziende, anche dalle scuole medie inferiori. I genitori sono un po’ disorientati tra i cambiamenti che sarebbero necessari nel sistema e le indicazioni che ricevono dalle scuole. Gli stessi istituti possono fare poco per indirizzare i ragazzi in azienda a imparare. Io, per quanto possibile, apro le mie porte ai giovani che vogliono apprendere questo mestiere». Spiragli sulla concretizzazione del “progetto Mancini” arrivano da Grieco: «Serve un’alleanza forte tra aziende, scuola e chi fa formazione. Questo modello, oltre che a livello territoriale, è auspicabile lo diventi anche di ambito nazionale». –
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