Gioco
Presidio sul tetto, Rossi: «L’azienda riapra il confronto»
Intervento del presidente della Regione in appoggio ai lavoratori che chiedono il reintegro in fabbrica «Noi andiamo avanti»
PONTEDERA. «Sono molto preoccupato della situazione e comprendo la rabbia delle lavoratrici e dei lavoratori che sono saliti sul tetto. Già nelle scorse settimane ero intervenuto chiedendo attenzione su questa vicenda. Oggi rivolgo un forte appello alla direzione della Piaggio affinché si riapra un confronto coi sindacati e si dia quindi una prospettiva a chi per molti anni ha lavorato nell’azienda». Così il presidente della Regione, Enrico Rossi, sui lavoratori della Piaggio che stanno facendo un presidio sul tetto del Palazzo Blu in viale Africa a Pontedera.
I circa quaranta operai, che per oltre dieci anni hanno lavorato con contratti a termine nella fabbrica della vespa e che, da maggio non sono stati più chiamati a causa dell’entrata in vigore del Decreto dignità che obbliga l’azienda ad assumere i precari di lungo corso, stanno provando a ottenere un tavolo di trattativa con la dirigenza della Piaggio. L’obiettivo è il reintegro e per questo hanno “occupato” il tetto dell’edificio chiedendo un incontro.
«Non siamo all’anno zero – prosegue Rossi – Sappiamo che esiste una proposta avanzata da tempo da tutti i sindacati che potrebbe portare a un progressivo assorbimento dei cosiddetti “contrattisti” nell’organico aziendale; in ogni caso, chiediamo alla Piaggio di fare ogni sforzo per garantire l’occupazione di questi lavoratori. Spero si segua al più presto la strada del confronto che è l’unica in grado di portare a dei risultati tangibili».
Una presa di posizione importante, a cui è seguita la visita del sindaco Matteo Franconi, della candidata alla presidenza della Regione alle prossime elezioni per il Movimento 5 Stelle, Irene Galletti, e Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì - Toscana a Sinistra.
Solidarietà e parole di conforto, ma anche presenze significative per un gruppo di lavoratori, appoggiati dall’Usb, che si è già dichiarato convinto di proseguire in questa protesta, malgrado le difficoltà logistiche. La scorsa notte, infatti, il vento e la pioggia hanno abbattuto il gazebo rosso e blu che era stato montato sul tetto del palazzo in cui si trovano uffici dell’Asl. Una situazione estrema che ha costretto gli operai ad accamparsi all’ultimo piano dell’edificio, spostando in fretta e furia brandine, sacchi a pelo, coperte e stufe.
«Si fa sempre più dura – spiega Giovanni Ceraolo, responsabile provinciale dell’Usb – ma i lavoratori e le lavoratrici sono determinati a non mollare. I turni per chi dorme al presidio sono stati fatti fino a lunedì, ma l’intenzione è di andare comunque avanti fino a quando Piaggio non ci concederà un incontro da cui iniziare un percorsi che punti al reintegro di chi ha lavorato per anni nella fabbrica per poi vedersi sostituire con operai interinali senza un vero motivo concreto». —
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