La manifestazione
Abusi sessuali sulla figlia di 12 anni: a processo
A far scattare l’indagine dei carabinieri nei confronti del quarantaquattrenne sono state le insegnanti della ragazzina
PONTEDERA. L’uomo aveva già subito un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia dal quale era uscito indenne anche perché i figli non era riusciti probabilmente a raccontare quello che succedeva tra le mura di casa. Ma dalle ceneri di quel vecchio procedimento e grazie a una segnalazione partita dall’ambiente scolastico, un padre di 44 anni, di origini africane, è stato nuovamente indagato per un reato ancora più grave. È accusato di avere abusato della figlia di 12 anni, ora affidata a una casa protetta, per comportamenti che avrebbe avuto quando la bambina e un altro figlio erano rimasti a vivere con lui, dopo che la madre li aveva lasciati.
L’accusa che viene contestata all’uomo è quella di violenza sessuale e atti sessuale su minore. Per questo il padre alcuni mesi fa è finito in carcere e attualmente si trova agli arresti domiciliari. Non indichiamo le generalità dell’uomo e il paese delle colline pisane dove sarebbe avvenuto il fatto per non rendere in alcun modo identificabili i protagonisti della dolorosa vicenda che è ancora tutta da ricostruire. Venerdì 14 febbraio in tribunale a Pisa era stato fissato l’incidente probatorio davanti al giudice per raccogliere la testimonianza della bambina di 12 anni che doveva essere ascoltata in modalità protetta. Dalla casa famiglia, situata in una località che non è stata resa nota, la bambina non è stata accompagnata in tribunale. Così l’incidente probatorio è stato aggiornato alla metà di marzo. Un’indagine molto complessa e delicata, iniziata nei mesi scorsi e ancora in corso. Pochi gli elementi emersi finora se non quelli che riguardano il padre arrestato nelle settimane prima della fine dell’anno. L’uomo ha un altro figlio minorenne che viveva insieme a lui prima che venisse alla luce questa nuova vicenda, dopo quella dei maltrattamenti.
La minore avrebbe manifestato, attraverso le attività che vengono svolte a scuola, un disagio. Alcune insegnanti avrebbero prima cercato di capire cosa stava succedendo alla minore e poi avrebbero deciso di rivolgersi ai carabinieri per una segnalazione formale del grave reato.
I contorni della storia potranno chiarirsi meglio quando la vittima – la parte civile è assistita dall’avvocato Alberto Marchesi – potrà raccontare cosa succedeva nella loro casa.
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