Il Tirreno

Pontedera

la lega attacca l’amministrazione 

«Non è la nostra vittoria, è una sconfitta per i cittadini»

Tommaso Silvi
«Non è la nostra vittoria, è una sconfitta per i cittadini»

Pandolfi e Barabotti avevano presentato un esposto nel 2016 «Dall’era Marconcini sono state sempre trovate scuse. Dopo il primo lotto era logico fermarsi»

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PONTEDERA. Nel giugno 2016 presentarono un esposto alla Procura per le condizioni della Strada di Patto, in qualità di consiglieri comunali di opposizione. Ora, dopo essere passati da Forza Italia alla Lega, Federica Barabotti e Domenico Pandolfi tornano sull’argomento. Lo fanno a distanza di pochi giorni dal comunicato della guardia di finanza, che indaga su tre dirigenti del Comune di Pontedera, proprio in relazione alla maxi opera da quasi 10 milioni di euro, suddivisa in tre lotti e realizzata in circa dieci anni, dal 2004 al 2013, che da subito ha mostrato gravi criticità, in modo particolare per quanto riguarda la tenuta dell’asfalto, oggi quasi completamente sbriciolato.

«Non è una vittoria per noi, ma una sconfitta per tutti i cittadini. La prima ordinanza dell’allora sindaco Paolo Marconcini per ripristinare il primo lotto dell'opera – spiega Domenico Pandolfi, tutt'ora consigliere di opposizione – è del 2008. Tutti sapevano che la Strada di Patto stava venendo su male, ma sono sempre state trovate scuse da parte dell’amministrazione. Prima ci hanno detto che l’asfalto si sgretolava per il sale anti-ghiaccio, poi per le forti piogge, prima ancora per l’errata realizzazione dei canali di scolo accanto alla carreggiata».

Federica Barabotti non siede più in consiglio comunale, ma ricorda bene le battaglie portate avanti per fare luce selle carenze della Strada di Patto. «Quando è stato terminato il primo lotto l’amministrazione avrebbe dovuto esaminare i lavori e fermarsi. Mi chiedo come sia possibile che siano stati firmati atti in cui il Comune ha certificato che i lavori erano stati eseguiti correttamente», dice.

Nell’estate del 2017 il Comune – dopo l’esito della perizia richiesta al Tribunale di Pisa, relativamente al secondo e terzo lotto – annunciò che avrebbe proceduto autonomamente al rifacimento di un tratto della Strada di Patto, ma che avrebbe chiesto un risarcimento danni per due milioni di euro alle ditte che hanno eseguito i lavori. Il procedimento è ancora aperto.

«Il tratto che il Comune ha rifatto di recente – spiega Pandolfi – è almeno mezzo metro più alto rispetto all’originale. Si tratta di quei 50 centimetri di asfalto che non sono stati utilizzati in passato, e che hanno fatto risparmiare alle ditte circa 700mila euro, attirando l'attenzione della finanza». E il commissario della Lega di Pontedera si unisce all’appello di Matteo Bagnoli, candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni, di Fratelli d’Italia, che ha chiesto le dimissioni del sindaco ed ex assessore ai lavori pubblici, Matteo Franconi. «Siamo garantisti, e quindi non confondiamo gli indagati con i colpevoli. Ma la responsabilità politica di chi governa da anni la città è evidente. Nei prossimi giorni – fa sapere Giorgio Petralli – faremo volantinaggio in città e nelle frazioni per spiegare ai cittadini l’assurda storia della Strada di Patto». —

Tommaso Silvi

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