Il Tirreno

Pontedera

Il “Piano strade” provoca lo strappo tra tecnici, politici e associazioni

Giuseppe Boi
Un momento della riunione tenuta ieri in Camera di commercio
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Un momento della riunione tenuta ieri in Camera di commercio

Confcommercio e Di Maio lasciano l’incontro con gli ingegneri: «I dirigenti stiano al loro posto, non c’è posto per i fenomeni»

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PISA. Da una parte i tecnici della Provincia: «Ecco i progetti per la viabilità sul territorio e il relativo crono programma». Dall’altra le associazioni di categoria: «Bene. Grazie. Ma sulla tempistica occorre discutere per limitare al massimo i disagi». In mezzo la politica che tenta di mediare con il presidente Massimiliano Angori e di mettere ordine tra responsabilità politiche ed esigenze tecniche con Sergio Di Maio in veste di consigliere provinciale con delega alla viabilità. Il risultato è un patatrac con il sindaco di San Giuliano, seguito a ruota dai rappresentanti di Confcommercio, che lascia il tavolo convocato in Camera di Commercio e il presidente Valter Tamburini che si trova costretto ad annullare la conferenza stampa in cui si doveva presentare il piano strade da 9 milioni di euro approntato dalla Provincia (vedi articolo nella pagina a sinistra, ndr).

Lo strappo si è consumato nella riunione precedente all’incontro annullato con i giornalisti. Una riunione cominciata subito con il piede sbagliato. I primi a parlare sono i tecnici della Provincia che illustrano gli interventi programmati sulla viabilità. Si parla dei 9 milioni di euro stanziati, si illustrano interventi su ponti, manti stradali e sulle zone a rischio frana. Poi viene illustrato il crono programma e cominciano i mal di pancia. Quando i tecnici annunciano che i lavori sono già in corso sulla via Emilia il clima si scalda. A far sentire la propria voce è la Confcommercio che minaccia di lasciare la riunione: «Non ci prestiamo al ruolo notarile di ratificatori delle scelte di un dirigente che, per ruolo, non ha alcuna responsabilità politica ed è indifferente rispetto agli effetti e alle conseguenze di lavori che impatteranno sul tessuto economico e sociale».

La presa di posizione di Confcommercio ha subito il sostegno delle altre associazioni presenti (Casartigiani, Cna, Confesercenti, Coldiretti e Unione industriale Pisana), ma l’incontro prosegue grazie a una mediazione di Di Maio. Tutto sembra superato e Angori va ad accogliere la stampa, ma pochi minuti dopo il sindaco esce dalla riunione, saluta tutti e se ne va seguito, poco dopo, dalla Confcommercio.

Secondo quanto appreso, Di Maio avrebbe preso la parola per assicurare alle categorie che, sulla tempistica, sarebbe stata chiesta una proroga al ministero per la rendicontazione dei lavori. Una scelta che non avrebbe trovato d’accordo Cristiano Ristori, responsabile del settore viabilità, trasporti e protezione civile. Il tecnico avrebbe richiamato il politico dicendoli di rispettare i propri ruoli e annunciato che sarebbe andato avanti sulla sua strada. Di Maio avrebbe quindi replicato affermando che, proprio per il rispetto dei ruoli, non avrebbe permesso che un dirigente scavalcasse la politica. Arrivati a questo punto il livello di scontro si sarebbe alzato al punto da far volare parole grosse. E il risultato finale è stata l’uscita del primo cittadino sangiulianese e dei rappresentanti di Confcommercio dalla sala riunioni mentre l’ignaro Angori accoglieva i giornalisti.

«Non abbiamo bisogno di fenomeni, ma di dirigenti che comprendano le esigenze della politica e il confronto con i cittadini», ha poi spiegato Di Maio che, a breve giro di posta, incassa il sostegno delle associazioni. «Nessuno discute sulla necessità di intervenire per mettere in sicurezza importanti tratti della viabilità provinciale – dichiara Simone Romoli, responsabile di Confesercenti Toscana Nord –, ma ci siamo trovati di fronte ad un elenco di interventi già fissato, uno addirittura già iniziato. Il sindaco Di Maio è intervenuto a difesa delle nostre richieste ma così non va: il metodo è da rivedere». Ancora più netto Federico Pieragnoli: «Abbiamo assistito a un vero e proprio diktat di Ristori – sostiene il presidente di Confcommercio –: ha smentito il Di Maio che voleva avviare un percorso di concertazione con le associazioni di categoria. Se Ristori vuol decidere, si candidi e si faccia eleggere, altrimenti rimanga al proprio posto».

E Confcommercio, già sul piede di guerra per quanto avvenuto in occasione dei lavori a Pontasserchio e Lugnano, prende la palla al balzo per attaccare Angori: «È il vero detentore della governance, dovrebbe mettere fine a questa deriva burocratica: la Provincia di Pisa continua ad essere ostaggio dei tecnici», dichiara Pieragnoli.

Angori incassa e getta acqua sul fuoco: «Alla luce delle perplessità avanzate da alcune associazioni di categoria sul crono programma siamo disponibili a proseguire il confronto in una logica di dialogo ed entro una quindicina di giorni convocheremo un nuovo incontro». Ma ormai c’è lo strappo e per ora sembra quasi certo che i lavori partano in ritardo. —
 

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