Gioco
«Dormiremo sul tetto del Palazzo Blu fino a quando Piaggio non cambierà idea»
Protesta dei “contrattisti” che non sono più stati chiamati al lavoro dall’azienda. L’Usb: «Vogliamo il reintegro in fabbrica»
PONTEDERA. Un gesto che sembra estremo, ma che in realtà assume un valore estremamente simbolico in un giorno particolare per gli operai della Piaggio. Ieri alle 11 sono cominciate, infatti, le votazioni per il referendum sul rinnovo del contratto integrativo di Gruppo. E un’ora prima i lavoratori cosiddetti contrattisti, che chiedono il reintegro all’interno dell’azienda della Vespa dopo oltre dieci anni di assunzioni a tempo determinato, sono tornati sul tetto del Palazzo Blu, in viale Africa, per rimanerci fino a quando dalla Piaggio non arriverà la convocazione al tavolo per cercare una strada che porti ai ritorno al lavoro.
Sette operaie che da maggio non sono state più chiamate al lavoro in rappresentanza di circa quaranta colleghi nelle stesse condizioni. Più alcuni sindacalisti dell’Usb compresi la delegata della Rsu di Piaggio, Alessandra Benvenuti e il responsabile provinciale dello stesso sindacato, Giovanni Ceraolo. Questo il gruppo che da ieri mattina è sul tetto dell’edificio che ospita uffici dell’Asl e un bar e che si trova a poca distanza dall’ingresso merci dello stabilimento della casa pontederese delle due ruote. Un luogo simbolo della lotta operaia che si affaccia su viale Africa, teatro per un anno del presidio dei lavoratori della Tmm. Per trascorrere la notte è stato montato un gazebo rosso e portato su un generatore per l’energia elettrica con coperte e sacchi a pelo.
«Abbiamo anche il paniere legato a un filo per trasferire oggetti piccoli e cibo – racconta Benvenuti – Siamo attrezzati e determinati a ottenere una risposta da Piaggio. Ci ha chiamati anche il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, dicendo che resterà in contatto per seguire gli sviluppi della vicenda. Vogliamo che l’azienda, ma anche le istituzioni capiscano che questa è una situazione da risolvere in tutte le maniere».
Il caso è scoppiato lo scorso maggio, quando i contrattisti storici non sono stati più chiamati da Piaggio per far fronte ai picchi produttivi. Al loro posto, operai con contratti interinali. Una storia causata dal cosiddetto Decreto dignità che obbliga le aziende ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori che hanno raggiunto un determinato tetto di contratti a termine.
«Siamo saliti sul tetto del Palazzo Blu – riprende la sindacalista dell’Usb – nel giorno in cui sono cominciate le votazioni in Piaggio per far capire anche che il rinnovo del contratto integrativo avrebbe dovuto prevedere risposte certe ai contrattisti. E invece si è persa l’occasione per fare chiarezza e trovare una soluzione a un dramma sociale». —
A.Q.
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