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Pontedera

sopravvissuta ad Auschwitz 

Liliana Segre “santacrocese” ok alla cittadinanza onoraria

Liliana Segre “santacrocese” ok alla cittadinanza onoraria

Approvazione all’unanimità Deidda: «Un gesto che serve a conservare la Memoria» Lambertucci: «È portatrice di un messaggio universale»

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SANTA CROCE. Il consiglio comunale di Santa Croce sull'Arno, su proposta della conferenza dei capigruppo, ha votato all'unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’orrore dei campi di concentramento.

«Dopo aver approvato il regolamento per il conferimento delle cittadinanze onorarie all'ultimo consiglio comunale, siamo finalmente riusciti a seguire l'iter per dare la cittadinanza a Liliana Segre, una donna che merita il riconoscimento di tutte e tutti noi per quello che ha vissuto e per come è riuscita a testimoniarlo, con semplicità e verità», afferma la sindaca Giulia Deidda. «Ho avuto modo di riascoltare recentemente le sue parole al Parlamento Europeo, la sua esortazione ai suoi nipoti ideali: 'Siate la farfalla gialla che vola sempre sopra ai fili spinati'. Spero che questo nostro gesto istituzionale possa essere un nuovo stimolo per i genitori, per i nonni, per i ragazzi e le ragazze, a ricercare, ripercorrere e a conservare memoria di ciò che è avvenuto nei campi di concentramento nazisti, dei perché, del modo per evitare che la storia ci riproponga ancora simili orrori».

Dall’opposizione interviene il capogruppo di “Per un’altra Santa Croce”, Alessandro Lambertucci: «Recentemente ho scritto una lettera personale alla senatrice Segre per testimoniarle e rassicurarla di aver capito il suo messaggio. Che vedere con diffidenza il suo messaggio, come qualche amministratore in Italia purtroppo ha fatto, è un grave errore così come lo è stato strumentalizzare spesso il suo nome a mo' di bandiera politica di una parte ben precisa per mortificare chi non la pensa allo stesso modo. Il messaggio di Segre, per sua stessa natura, non ammette divisioni. Sarebbe un’eresia se così non fosse: non è strumentalizzabile, è universale e unificante. Abbiamo votato a favore con la speranza che da oggi in poi, anche a Santa Croce, si possa finalmente parlare di giorno della Memoria e di Giorno del Ricordo avendo uno sguardo condiviso della Storia che ci permetterà di crescere uomini e donne liberi».

Nata a Milano il 10 settembre 1930 in una famiglia ebraica, Liliana Segre venne deportata il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Il 27 gennaio 1945, sgomberato il campo di concentramento per sfuggire all’avanzata dell’Armata Rossa, i nazisti trasferirono 56mila prigionieri, tra cui anche Liliana Segre, a piedi, attraverso la Polonia.

Venne liberata dalle forze armate statunitensi il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, nel nord della Germania. —

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