Il Tirreno

Pontedera

da domani a venerdì 

Integrativo Piaggio via al referendum ad alta tensione

Nilo Di Modica

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PONTEDERA. Si terrà da domani a venerdì prossimo il referendum sulla proposta di accordo del contratto integrativo del Gruppo Piaggio, in un clima che negli scorsi giorni ha visto le assemblee di presentazione susseguirsi fra malumori e qualche contestazione, legate in particolar modo alla spinosa questione dei sabati lavorativi.

Un tema sofferto soprattutto in Fiom, con una spaccatura sulla linea da tenere in trattativa ed un braccio di ferro fra dirigenti provinciali e parte degli iscritti in azienda, sfociato nei giorni scorsi nella decisione di circa un centinaio di lavoratori di non rinnovare la tessera, dopo la denuncia di alcuni degli esponenti della Rsu da parte del segretario provinciale Marco Comparini agli organi di garanzia.

In vista del voto sull’accordo, intanto, a seguito di una mozione votata nelle assemblee dei lavoratori nei primi giorni di febbraio, è stato ottenuto che i rappresentanti del “comitato per il No” partecipino nella commissione elettorale e ai seggi. Per parte loro, i sindacati favorevoli all’accordo lo difendono in nome di una serie di benefici, fra cui la promessa stabilizzazione dei part time verticali ed un aumento del netto a seguito di alcuni vantaggi fiscali. Il tema più controverso resta però quello sui sabati lavorativi, sui quali ancora ieri un comunicato firmato da 557 lavoratori continuava a picchiare duro. «Peso, durezza, fatica dei sabati lavorativi non sono gli stessi per tutti i lavoratori e risultano addirittura insostenibili per quelli direttamente in produzione, in particolare per gli operai in catena – si legge nella nota, che invita i lavoratori a respingere l’accordo. – Coscienti di questo Piaggio insieme a Fim, Fiom, Uilm e la maggioranza dell’rsu dividono i lavoratori con qualche briciola e cercheranno di convivere i lavoratori che sentiranno meno i sacrifici di questo accordo e votare contro altri lavoratori che ne subiranno i pesanti effetti».

Invita all’astensione invece l’Usb. «Ci ricordiamo tutti le parole dei segretari confederali in assemblea: “i sabati non saranno toccati ” Invece le nostre giornate di lavoro sono state svendute per quattro spiccioli. Manco un caffè al giorno – scrivono dall’Usb. – Invece la democrazia sindacale, grazie a questo regalo di Fim, Fiom, Uilm e azienda, rischia di essere definitivamente compromessa dentro il nostro stabilimento creando un pericolosissimo precedente per la democrazia sindacale a livello nazionale. A fronte di 49 milioni di euro di utile ci vorrebbero comprare con una briciola che equivale neanche allo 0,9 per cento dei loro guadagni annuali. Che se le tengano quelle briciole». —

Nilo Di Modica

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