Sicurezza
«Il Carnevale mix di orgoglio e creatività, ma stavolta c’è anche un velo di tristezza»
La sindaca Deidda in occasione della prima uscita della 92ª edizione ha rivolto un pensiero a quattro anime dei gruppi che non ci sono più
colori e lacrime
Al di là delle apparenze, quello iniziato domenica a Santa Croce non è un Carnevale come gli altri. Non lo è prima di tutto per le assenze, per il vuoto lasciato da chi non c’è più.
Nei mesi scorsi, infatti, il Carnevale d’autore ha perso quattro delle sue colonne. Quattro figure impossibili da sostituire, che per decenni hanno accompagnato la seconda vita del Carnevale santacrocese, quella iniziata con la rinascita del 1976.
Quattro figure che, come in uno strano scherzo del destino, hanno fatto parte ciascuna di uno dei quattro gruppi carnevaleschi. Il primo ad andarsene (ad ottobre) era stato il Brillante, al secolo Danilo Giannoni: da sempre attivo per la sua Santa Croce, era stato anche consigliere e assessore ma soprattutto volontario e appassionato carnevalaio del Nuovo Astro.
A novembre, poi, se n’era andato Carlo Fastella, altra figura di riferimento della manifestazione, per tanti anni presidenti del gruppo La Lupa. L’8 dicembre, invece, nel giorno della Festa dell’Amaretto, Santa Croce si era svegliata senza Deanna Dell’Unto, fondatrice del gruppo La Nuova Luna di cui è stata l’anima per quarant’anni, ricoprendo anche la carica di presidente fino al 2018.
Appena dieci giorni dopo, infine, era arrivata la prematura scomparsa di Sandra Puccini, uccisa a cinquantasette anni da una grave malattia, dopo era stata fino all’ultimo una volontaria instancabile degli Spensierati.
In questa 92ª edizione, dunque, i gruppi del Carnevale hanno cercato di omaggiare al meglio il ricordo degli amici che non ci sono più, senza nulla togliere però alla consueta allegria e alla leggerezza che sono l’anima stessa del Carnevale.
A ricordarlo anche la sindaca Giulia Deidda, attraverso un post su Facebook che ha voluto ricordare chi non c’è più sottolineando però tutta la particolarità della festa. «Perché il Carnevale è la creatività che viaggia tra un capannone e l’altro – ha detto Deidda –. Sono le idee che nascono, crescono, esplodono e tornano anche loro mascherate da altre idee, in una sfida dove la competizione è entusiasmo e orgoglio. Quest'anno, oltre ad essere la festa che tutti noi conosciamo e amiamo, è anche un momento triste, tristissimo», senza i «quattro punti di riferimento senza i quali niente sarà più come lo abbiamo conosciuto finora». Domenica prossima la seconda mascherata: appuntamento alle 15 in piazza Matteotti. –
Giacomo Pelfer
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