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Allarme tubercolosi all’ospedale di Pontedera: pazienti e familiari sottoposti al test
Rintracciati coloro che hanno frequentato la stessa camerata del giovane straniero a cui è stata diagnosticata la malattia
PONTEDERA. Allarme tubercolosi all’ospedale Lotti di Pontedera. Nei giorni scorsi i sanitari del nosocomio hanno infatti riscontrato e accertato un caso, su cui sono state eseguite tutte le verifiche. Si tratta di un paziente che è stato ricoverato per circa una settimana e che, sulla base dei risultati degli esami effettuati, è stato appurato aveva appunto contratto la Tbc, malattia infettiva e contagiosa - potenzialmente grave - causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch, dal nome del medico e batteriologo tedesco che lo scoprì nel lontano 1882.
La tubercolosi - che nella maggior parte dei casi interessa i polmoni - si trasmette attraverso goccioline di saliva emesse dal malato durante la fonazione, i colpi di tosse, gli sputi e gli starnuti. Fortunatamente, la maggior parte delle persone che entrano a contatto con questi germi non sviluppa i sintomi della malattia, che viene efficacemente spenta sul nascere dal sistema immunitario.
Ma al Lotti è comunque scattata la fase precauzionale, con una campagna mirata ad operatori, pazienti e familiari di questi ultimi. Il paziente affetto da tubercolosi, un giovane di nazionalità straniera, è stato ricoverato dall’8 al 13 gennaio scorsi nel reparto di Medicina IV. Per scongiurare il rischio di eventuali contagi, negli ultimi giorni i responsabili dell’Asl Toscana Nord Ovest hanno quindi contattato i pazienti che si trovavano nella stessa camerata con il giovane e che sono stati dimessi e i familiari che in quei giorni sono stati più frequentemente a contatto con loro.
Insieme agli operatori dello stesso ospedale, infermieri e Oss, saranno sottoposti al test di Mantoux, chiamato così in onore del medico che lo ideò. Serve ad individuare la presenza di un'eventuale infezione da bacillo di Koch. Si tratta di uno dei principali strumenti impiegati per la diagnosi della tubercolosi e permette talvolta di diagnosticare anche infezioni latenti e asintomatiche.
Il test di Mantoux si esegue iniettando per via intradermica una quantità nota di tubercolina nell'avambraccio del paziente con sospetta tubercolosi. Dopo un periodo di 48-72 ore, il paziente deve sottoporsi a un controllo dell'avambraccio, al fine di individuare e determinare le reazioni avvenute in corrispondenza del sito d'inoculazione della tubercolina. In funzione della reazione risultante dalla somministrazione, è possibile capire se il paziente è positivo o negativo all'infezione da bacillo di Koch.
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