Il Tirreno

Pontedera

L’inchiesta sui pancali d’oro 

Un fiume di denaro sporco dietro alla maxi frode fiscale

Sabrina Chiellini

Nuovi particolari sull’inchiesta della Gdf che ha coinvolto il settore del commercio dei pallets. Nel mirino anche i bonifici della società dell’assessore di San Miniato 

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pontedera. Al centro dell’operazione antimafia e delle conseguenti verifiche della Guardia di finanza, dopo le perquisizioni dei giorni scorsi che nella nostra provincia sono state effettuate a San Miniato, Bientina, Calcinaia, Casciana Terme e Santa Maria a Monte, ci sono numerose operazioni sospette, su cui la Dda di Firenze indaga per i reati di riciclaggio, autoriciclaggio e fatturazione per operazioni inesistenti. Operazioni che sarebbero intercorse tra una serie di società fantasma usate per riciclare i soldi provenienti dalle attività illecite di Cosa Nostra e aziende che operano nelle province di Pisa e Firenze.

Stiamo parlando di aziende che sono attive nel commercio dei pallets, i pancali di legno usati per caricare merci da cui ha preso il nome l’inchiesta partita dalla procura di Prato, “Golden Wood” (legno d’oro). Nel mirino degli investigatori sono finite la Essegi di Fucecchio, in provincia di Firenze, la Toscana Pallets di Bientina, la Tp Pallets di Santa Maria a Monte, collegata a Carla Rinaldi e alla Toscana Pallets, oltre a due società di San Miniato, la Pallets Bertini srl e la Pallets Bertini Group di San Miniato, amministrate da Giacomo e Gianluca Bertini, quest’ultimo assessore del Comune di San Miniato. Gli inquirenti ritengono di aver portato alla luce un giro da 150 milioni di euro, un mare di denaro illecito “importato” dalla Sicilia alla Toscana. E da quello che emerge in questi giorni, anche se ovviamente sono necessarie tutte le cautele del caso, è per questo motivo che la Guardia di finanza nei giorni scorsi ha dato esecuzione a una quindicina di decreti di perquisizione nella nostra provincia.

Il quadro è abbastanza delineato. Ci sono società del sodalizio mafioso che avrebbero emesso fatture false a favore di altre che lavorano effettivamente e che inviavano loro bonifici per importi corrispondenti. I soldi venivano poi restituiti in contanti, decurtati del 10 per cento. Sono state prese in considerazione alcune operazioni eseguite dalla Toscana Pallets sas di Luca Vierucci. Quest’ultima azienda, sempre secondo le accuse, avrebbe emesso bonifici per oltre un milione di euro per pedane mai acquistate, mentre ammontano a 550mila euro le operazioni effettuate e ricevute da Tp Pallets srls, entrambe appartenenti allo stesso gruppo. La società dei Bertini, la Pallets Bertini Group srl, avrebbe speso oltre 208mila euro in bonifici a favore di società riconducibili a Giulia Rotolo, tra le 12 persone arrestate. Movimenti di denaro finiti al centro di numerose segnalazioni di operazioni sospette, sottoposte all’attenzione delle fiamme gialle. Tra il novembre 2014 e il 2018 sono state segnalate 36 operazioni sospette effettuate dai destinatari degli obblighi antiriciclaggio. E movimentazioni per circa 106 milioni su rapporti bancari e postali intestati a persone fisiche e società tra loro collegate e operanti nella vendita dei pancali.

È proprio dall’esame di queste operazioni che è partita anche l’accusa di riciclaggio e autoriciclaggio. Di ogni operazione chiaramente sono stati tracciati i vari passaggi finanziari. —

Sabrina Chiellini

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