Un anno pieno di gesti umani alla Mensa della solidarietà
Nel 2019 la struttura di Pontedera ha distribuito quasi ottomila pasti a persone. in difficoltà Il responsabile Renzo Bartoli: «Ma sono molti i servizi offerti dai nostri volontari»
PONTEDERA. «Nel 2019 abbiamo scoperto che due nostri ospiti abituali sono morti soli. Dimenticati da tutti. E ci siamo rimasti davvero male. Quando qualcuno muore da solo, è una sconfitta per tutta la società». La Mensa della solidarietà di Pontedera presenta i numeri del 2019. Nel ricordo anche di chi non c’è più. «Perché alla Mensa – prosegue Renzo Bartoli, volontario e responsabile del servizio – funziona come in una famiglia. Il nostro compito non è soltanto quello di dare un pasto caldo, ma anche di dare affetto, di stare vicini alle persone che bussano alla nostra porta». . Nello scorso anno sono stati distribuiti 7.900 pasti ai bisognosi nella Mensa della solidarietà di Pontedera. E il numero arriva a 8.862 se si considerano anche le colazioni, che ogni mattina vengono offerte dai volontari grazie alla collaborazione, e al grande cuore, di molti bar della città. «Tante persone si avvicinano alla nostra realtà. E sono sempre di più quelli che vogliono contribuire in qualche modo. C’è chi ci mette tempo, chi soldi, chi cibo. Sono fiero di rappresentare un gruppo di persone davvero eccezionali», prosegue Bartoli.
La mensa di Pontedera è frequentata per il 98% da uomini. Di loro, il 65% ha tra i 30 e i 50 anni. Nel 2018 era il 69%. Nel 2017 il 47%. In due anni un aumento del 20% che suona come un campanello d’allarme. «È la fotografia della situazione del nostro Paese, ma questo numero racconta anche la storia di molti padri separati che insieme perdono moglie, figli e lavoro. Si ritrovano in mezzo alla strada, senza neppure un posto caldo dove dormire. A Pontedera – dice Bartoli – non sarebbe male cominciare a pensare a un dormitorio. L’emergenza è reale». Gli italiani che frequentano la Mensa della solidarietà di Pontedera sono il 42%. Il 38% ha origini africane e il 15% arriva dall’Europa dell’est. Degli italiani, solo il 40% è toscano. E tra i toscani, solo il 39% e pontederese. Ma a volte per stare bene non serve soltanto il cibo. Alla Mensa è possibile usufruire anche del servizio doccia: 1718 nel 2019. «Chi dorme su una panchina in pieno inverno, al mattino ha bisogno di una doccia prima di tutto per scaldarsi», dice ancora Bartoli.
Sono venticinque i volontari attivi per quanto riguarda la Mensa della solidarietà, che è supportata dalla Misericordia di Pontedera. «Da qualche anno presentiamo i numeri della nostra attività attraverso un appuntamento pubblico – spiega il vicegovernatore della Misericordia, Matteo Leggerini – perché crediamo che sia giusto mettere al corrente l’intera città di quello che facciamo ogni giorno e delle richieste di aiuto che arrivano da parte delle persone che hanno bisogno di tutto. Di cibo, ma anche di qualche parola buona e di una pacca sulla spalla. I nostri volontari hanno un compito importante, e vanno ringraziati per il loro impegno». —
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